Quodlibet Storie Libri
Libri pubblicati nella collana Quodlibet Storie ARTI
Prossime uscite della collana Quodlibet Storie
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788822925503 Un gruppo di sei
- 9788822925442 Elogio delle vagabonde. Erbe, arbusti e fiori alla conquista del mondo
- 9788822924728 Qualcuno gli scagliò dietro un cane morto
- 9788822924452 Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica
- 9788822923264 Parole
- 9788822923257 Diario moscovita
- 9788822922861 Il sottomarino della notte
- 9788822908889 La signorina Scudery
- 9788822908872 Giù la piazza non c'è nessuno
Ho costruito una casa da giardiniere Clément Gilles - Quodlibet, 2022 - Quodlibet Storie
«Quando ho comprato questo posto per venirci a vivere il mio progetto non era quello di costruire una casa con un giardino intorno. Era semmai il contrario: volevo abitare in un giardino. La mia vita da giardiniere inizia qui, e qui prosegue e si rinnova perpetuamente. Tutti i miei lavori, alcuni dei quali su scala ben più ampia, trovano la loro origine in questo luogo. Al principio non avevo un'idea precisa su come risistemarlo. Non mi mancavano tuttavia i metodi e i modelli appresi durante i miei studi alla Scuola Nazionale di orticoltura o scoperti nei miei primi lavori. Ma qui si trattava del mio giardino - della mia infanzia, potrei dire. Ho cercato allora di dispormi in dialogo con la natura. Prima di toccare qualsiasi cosa volevo capire, almeno un po', quel che accadeva sotto i miei occhi e che mi sfuggiva quasi completamente. Abbiamo una conoscenza limitata della diversità e una nozione quasi nulla delle specificità comportamentali degli elementi che si muovono all'interno di questa diversità. Non siamo che ai primi balbettii nella riscoperta di quella natura così familiare ai nostri antenati, e che ci è divenuta completamente ermetica. Così mi feci quanto più silenzioso possibile. Ero come un invitato attento a non disturbare gli ospiti. Ero in visita presso le piante e gli animali». Non lontano dalla casa di famiglia che ormai gli è vietata, in quella valle delle Farfalle dove, bambino, faceva le sue prime esplorazioni da entomologo, Gilles Clément costruisce letteralmente con le proprie mani una capanna di pietre. Nel profondo della campagna francese degli anni Settanta, egli immagina intorno alla sua nuova casa un giardino in movimento, un osservatorio delle specie, un laboratorio della natura in cui trovano già spazio tutte le preoccupazioni ambientali che lo renderanno un paesaggista celebre e rispettato nel mondo.
Il gorilla quadrumàno. Il teatro come ricerca delle nostre radici profonde Marino M. (Cur.) Borghesi A. (Cur.) Gruppo Di Drammaturgia 2 Dell'università Di Bologna (Cur.) - Quodlibet, 2025 - Quodlibet Storie
Sono passati cinquant'anni da quando lo studente Remo Melloni portò al corso di Drammaturgia 2 tenuto da Giuliano Scabia al Dams di Bologna alcuni testi teatrali scritti e rappresentati tra '800 e '900 nelle stalle del Reggiano durante il Carnevale. Inventore di figure mitiche quali il Drago d'Abruzzo e Marco Cavallo, simbolo della liberazione dall'oppressione psichiatrica, Scabia accolse le suggestioni di quel teatro in rima apparentemente semplice, in italiano e dialetto, per un lavoro di ricerca teatrale, pedagogica e antropologica. Portò i suoi studenti fuori dall'università, nella montagna reggiana, in cerca della «cultura faticata dei padri», in un lavoro non solo di esibizione ma soprattutto di ricerca e ascolto. Dietro un Gorilla gigante e un cantastorie, con la commedia del Gorilla Quadrumàno il gruppo esplorò le possibilità di creazione e di socialità in un territorio che andava spopolandosi e perdendo i legami con il suo importante passato e con il suo patrimonio fantastico. Fu un viaggio picaresco, ricco di "avventure", seguito da un intervento nel territorio industriale di Porto Marghera, affrontato con uno spirito che anticipava quello del '77 bolognese. Lo trovate raccontato nel libro collettivo qui ristampato così come fu pubblicato dall'editore Feltrinelli nel 1974. Introduzione di Giuliano Scabia.
I fuochi di San Pancrazio Scotellaro Rocco Martelli S. (Cur.) - Quodlibet, 2024 - Quodlibet Storie
«Il futuro del cinema è molto prossimo, poiché il cinema avvince tutte le classi sociali, come l'arte primitiva d'un mondo che è da venire». Così scrive Scotellaro, non ancora ventenne, palesando attrazione e competenze che, aggiunte a motivazioni esistenziali, lo condurranno a cimentarsi con la scrittura filmica già nel 1948, quando Carlo Levi ne richiese la collaborazione per la riduzione cinematografica di Cristo si è fermato a Eboli. Il suo progetto più impegnativo è tuttavia quello dei Fuochi di San Pancrazio, i cui materiali sono qui pubblicati per la prima volta. Scotellaro scommette sulla possibilità di rappresentare un pezzo di mondo della civiltà contadina meridionale degli anni Trenta-Quaranta del Novecento, opzionando i moduli del cinema popolare e melò che stava incontrando con successo l'orizzonte di attesa del nuovo pubblico di massa. Vengono qui ricostruite filologicamente e criticamente tutte le fasi della scrittura, dal soggetto alle varie stesure del trattamento, alla sceneggiatura, con una metodologia interdisciplinare all'incrocio tra immaginario letterario e immaginario cinematografico, tra saperi diversi e contaminazioni suggestive, ma sempre in relazione con il contesto storico, politico e culturale.