Ritratti Libri
Libri pubblicati nella collana Ritratti Saggistica
Prossime uscite della collana Ritratti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788873815310 Enzo Jannacci. La vita l'è bela
Io c'ero davvero. Reportage da due virus: il Covid e il giornalismo Ormezzano Gianpaolo - Minerva Edizioni (Bologna), 2021 - Ritratti
«Il mondo non aveva nessun bisogno di questo libro, mentre ne avevo io di scriverlo, per sgravarmi di fortune, fatiche, incubi e anche (e soprattutto) allegrie spesso esagerate ergo colpevoli. È nato come rassegna mia onanistica delle cose buffe, tragiche, buffe, strane, buffe, interessanti, buffe, assurde, buffe, belle, buffe, brutte arrivatemi addosso e rimastemi dentro dal diciamo 1953, primo articolo su "Tuttosport", a stamattina, con i massimi attori-campioni mondiali nel mio vasto diorama sportivo. Mi hanno detto che con 25 Olimpiadi (estive e invernali) sono diventato primatista mondiale di giornalismo ai Giochi e non me ne frega niente. Sono soltanto dispiaciutello per la fine del mio giornalismo diciamo classico, quello dell'andare-vedere-raccontare. Io di quella mucca sacra ho munto e bevuto tanto latte, bene così (per me). Adesso i giornalisti sportivi e non solo fanno montare il latte spesso rancido dalla televisione, lavorando comodi a casa. Il "viaggio" massimo rischia di diventare quello per raggiungere la redazione, se ancora esiste e non è un ologramma tecnologico. A libro appena finito il Covid mi ha aggredito. Me la sono cavata, ribaltando certi pronostici del genere scientifico-gufesco. Cinque diversi ricoveri in un mese tutto tremendo. Con anni 85 e polmoni 2 invasi dal virus, non è stato il caso di impegnare la macchina della terapia intensiva. Mi hanno salvato le mentine (vedasi biografia) al posto delle sigarette. E ne è uscito l'ennesimo mio reportage, il più sofferto direi. In paragone a esso, la minirassegna finale di articoli significativi e cosine giornalistiche varie può sembrare una lunga mia gita nel paese dei balocchi.» (l'autore)
Stravinskij Ramuz Charles Ferdinand - Castelvecchi, 2017 - Ritratti
Nell'autunno del 1915, nel piccolo paesino di Treytorrens, in Svizzera, avvenne l'incontro tra due giovani astri della cultura europea: Charles-Ferdinand Ramuz e Igor' Stravinskij.Tra lo scrittore e il musicista si formarono allora le premesse di un'amicizia sfociata, tre anni più tardi, nella celebre "Histoire du soldat", l'opera del compositore russo su libretto di Ramuz. Scrittore dai mille volti, Ramuz verosimilmente non conosceva l'intera opera di Stravinskij, ma restò impressionato dalla sua presenza fisica, da quel «piccolo uomo che emanava un sentimento di forza e di convinzione», una creatura formata da fede e certezze, un padre di famiglia presente e premuroso, un artista-artigiano infallibile e geniale. Questo libro è la cronaca del loro incontro, un racconto, come sempre in Ramuz, narrato per vie oblique, dove emergono i piccoli dettagli, le circostanze esatte, i gesti, le divagazioni, i silenzi, i quadri mobili che fecero da sfondo all'atto di nascita di una profonda amicizia.
La vita del signor Molière Bulgakov Michail - Castelvecchi, 2016 - Ritratti
"Una levatrice, che aveva imparato il mestiere nella Pia Casa della Maternità di Parigi sotto la guida della celebre Louise Bourgeois, si trovò ad assistere, il 13 gennaio del 1622, la gentilissima signora Poquelin, nata Cressé, che partoriva il suo primogenito, un bimbo prematuro". Comincia dalla nascita di Jean-Baptiste Poquelin - il futuro Molière - il singolare ritratto della vita e dell'opera del drammaturgo francese che Bulgakov finì di scrivere nel 1933. Se l'autore del "Maestro e Margherita" trascurò le costrizioni del canone biografico, costruendo di fatto - per sua stessa ammissione - un romanzo, e se questo romanzo, poco scientifico ma interamente bulgakoviano, fu all'epoca censurato dal potere sovietico e pubblicato solo nel 1962, è per via delle reali intenzioni che ne guidarono la composizione. Come Molière, che visse sotto il Re Sole, Bulgakov visse le interferenze del regime stalinista, la sua energica intromissione nei mondi della creazione artistica, la sua capacità di far proliferare quello che Cechov - e ancor prima di lui Gogol' definì poslost': la 'mediocrità auto-soddisfatta. "La vita del signor de Molière", che pure resta tra i più lucidi studi sul maggior drammaturgo francese, nasconde così, in filigrana, un romanzo di opposizione, un'opera narrativamente perfetta dove palpita, lieve e minaccioso, il seme della contestazione.