Saggi Italiani Libri
Libri pubblicati nella collana Saggi Italiani Calcio
Interstellar Severgnini Beppe - Rizzoli, 2024 - Saggi Italiani
"D'accordo, abbiamo vinto. Due stelle, nel cielo neroazzurro, ci stanno proprio bene. Ventesimo scudetto. Ci siamo arrivati dopo una marcia trionfale che nessuno - neppure il più ottimista tra noi - poteva immaginare. Avversari schiantati, moltissimi gol fatti, pochissimi gol subiti. Una squadra che gioca come non si vedeva da tempo. Nemmeno quella magica e potente del Triplete mostrava questa fiducia in sé stessa, questa velocità, questa costante bellezza. Vincere elegantemente, tuttavia, non è facile. Un modo per riuscirci è ragionare. Per cominciare: da dove viene la nostra passione? Come si spiega?" Beppe Severgnini continua a raccontare la splendida odissea neroazzurra con un altro dei suoi memorabili "Interismi". La serie, iniziata nel 2002 e nel 2003 con coraggiosa autoironia, è passata dal ritorno allo scudetto sul campo (2007), dal sogno avverato del Triplete (2010) e dal successo di Conte nel 2021. Ora una pagina ancora più bella: l'ascesa formidabile dell'Inter di Inzaghi, di Lautaro, Barella, Bastoni e tutti gli altri. Un gruppo costruito con intelligenza, spesso impressionante, sempre bello da veder giocare. Un momento che andava raccontato. "Interstellar"! I cuori neroazzurri volano.
Eurointerismi. La gioia di essere neroazzurri Severgnini Beppe - Rizzoli, 2010 - Saggi Italiani
Gridare "Siamo noi! Siamo noi! I campioni dell"Europa siamo noi!" fino alle tre del mattino, in un tripudio di bandiere neroazzurre. Beppe Severgnini, a Madrid, come gli interisti in tutto il mondo: felici di festeggiare, con commozione, la fine dell.attesa. Nella stessa stagione Champions League, scudetto (il diciottesimo) e Coppa Italia - tripletta! Nessuna squadra italiana c'era mai riuscita. L'Inter e i suoi tifosi-filosofi - innamorati e pazienti, leali e autoironici - hanno avuto il premio che meritavano. Un lungo, incredibile cerchio si chiude nel modo migliore. Se l'Inter è una forma di allenamento alla vita, diciamolo: la vita sa essere giusta e generosa. Scrive Beppe: "Ho intravisto da bambino la Grande Inter di Herrera, festeggio oggi una squadra ancora più forte: l'Inter Speciale del Comandante Mou. Una squadra che ho cercato di raccontare, per dieci anni, dal disastro al trionfo. Dalla prima pagina sul "Corriere della Sera" ("Inter-Juve", 2000) al primo Interismi (2002), scritto per salvarci con l.ironia dalla sfortuna, da qualche errore e dalla cattiveria altrui; ad Altri interismi (2003), il romanzo di Hector Cuper, gaucho senza sorrisi; a Tripli interismi (2007) uscito in occasione dello scudetto sul campo, e dopo le orribili rivelazioni di Calciopoli, che ne cambiavano il sapore. Eurointerismi è il libro della gioia senza ombre. Potrebbe avere un sottotitolo: missione compiuta!"
Il mio cuore bianconero Grisendi Adele - Rizzoli, 2019 - Saggi Italiani
"Può una bambina innamorarsi di una squadra di calcio? È accaduto a me quando il mio nonno paterno fece entrare nella nostra casa di contadini emiliani un apparecchio televisivo. Fu allora che vidi per la prima volta una partita di pallone. Ad attrarmi furono i giocatori con la maglia a righe bianche e nere che spiccava sullo schermo. E mi piaceva il nome della loro squadra: Juventus, gioventù. Nell'autunno del 1957, una coppia di calciatori trasformò la curiosità in passione. Uno era un gigante biondo, alto, grande e grosso: John Charles, un inglese del Galles. L'altro era piccoletto, i capelli ispidi e neri, un monello di un'agilità che stordiva gli avversari. Un maghetto poco più che ventenne, con i calzettoni sempre abbassati alle caviglie: Omar Sivori. Veniva da un Paese lontano, l'Argentina, nato da genitori italiani emigrati come tanti in cerca di fortuna. Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funambolo con i polpacci nudi. Furono loro a colpire la mia fantasia di bambina, facendo scoccare la scintilla accesa ancora oggi. Sono passati tanti anni da quel 1957 e ho ormai compiuto un lungo tratto della mia esistenza. Ho avuto anch'io alti e bassi, ho vinto e ho perso nel gioco della vita. A tratti sono stati interessi diversi a prevalere, ma non è mai svanita la passione di me bambina per la maglia a righe bianche e nere. Passione tornata prepotente dopo la sventura occorsa nel 2006 alla Juventus: Calciopoli. Dopo l'inferno della serie B, della Juve non ho più perso una partita e l'ho seguita nel percorso per tornare grande. Grazie alle tv a pagamento, ho allargato il mio interesse alla Premier inglese. Così come ascolto interviste e programmi sportivi, e leggo con avidità cronache e commenti di veri o presunti intenditori. Ho scritto libri, però mai avrei pensato di scriverne uno con la Juventus protagonista. Poi ho deciso di raccontarla per come l'ho vista nell'ultimo decennio. Durante i primi tre anni faticosi e dopo, quando ci ha fatto vivere la lunga stagione delle vittorie esaltanti e di alcune cadute dolorose. Antonio Conte e Massimiliano Allegri sono stati i condottieri sul campo, facendoci gioire e imprecare. Però il vero numero uno è stata la società. Guidata da Andrea Agnelli non è più soltanto una società di calcio, bensì un'impresa dell'intrattenimento sportivo. Al momento, senza eguali in Italia." (L'autrice)