Saggi Storia E Scienze Sociali Libri
Libri pubblicati nella collana Saggi Storia E Scienze Sociali Comunità urbane
Per una scienza nuova del governo della città Dioguardi Gianfranco - Donzelli, 2017 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
La nostra epoca è condizionata da complessità e continui mutamenti, i cui effetti si avvertono nel governo delle città, trasformate ormai in megalopoli di difficile gestione. Si impone, come urgenza indifferibile, la necessità di studiare per il territorio urbano nuove teorie organizzative, di dar vita a una nuova disciplina, a una «scienza nuova» del governo della città. Per definire l'ambito e il metodo di questo ramo del sapere, un valido punto di riferimento è costituito dalle dottrine organizzative e manageriali. L'obiettivo è infatti quello di fornire gli strumenti culturali necessari a formare - in innovative city school (simili alle business school sorte nel Novecento) - nuove figure professionali, i manager urbani, in grado di contrastare i drammatici fenomeni di degrado fisico e sociale che caratterizzano le metropoli contemporanee. Ciò tuttavia non basta: per affrontare questa sfida straordinaria e proiettarci, ben equipaggiati, nel futuro, è fondamentale fare un passo indietro, alla ricerca delle radici che hanno alimentato tutte le discipline moderne: la scienza, l'economia, lo stesso studio del management non sono altro che frutti della filosofia. E qui che occorre volgere lo sguardo, per recuperare la linfa che consentirà alla novella disciplina di fiorire e portare i frutti sperati alla città di oggi. Ed è qui che volge lo sguardo Gianfranco Dioguardi, ripercorrendo con agile passo la strada che, a partire dai Greci, ha compiuto il pensiero - filosofico dapprima, ma anche scientifico, economico, manageriale. Una ricchezza vitale, dalla quale la nuova disciplina che si appresta a fiorire non può prescindere
Nella polvere e negli sputi. Crescere nell'Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi Cederna G. (Cur.) - Donzelli, 2026 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Alto, dinoccolato, un block notes e la biro nera infilati nella giacca, dalla metà degli anni cinquanta Antonio Cederna percorre in lungo e in largo le strade della capitale per annotare la distruzione di parchi e ville storiche: un'alluvione di mattoni e cemento sommerge prati, valli, giardini. Se in principio gli articoli invocano la tutela del verde in nome delle bellezze naturali e artistiche, dopo la paternità, e dopo i primi viaggi alla scoperta dell'urbanistica europea, la sua attenzione si sofferma sulle esigenze dei bambini, rivendicando parchi attrezzati, aree gioco, servizi dedicati. I diritti urbanistici si saldano sempre più con i diritti umani e civili, a cominciare dalla cura del tempo libero, vero indice di una società evoluta e armonica. E il paesaggio, nella sua visione, acquista una funzione materiale, fisica: diventa patrimonio solo se vissuto e praticato concretamente dalle persone. A trent'anni dalla sua scomparsa, il figlio Giulio, impegnato nel campo della ricerca e dell'intervento in favore dell'infanzia a rischio, ha raccolto una trentina di articoli - accompagnati da un ampio ventaglio di fotografie - che restituiscono un percorso movimentato e vario, ricco di esplorazioni, incontri, domeniche passate a scarrozzare i figli. Un viaggio nel laboratorio di uno dei padri dell'ambientalismo italiano, ma anche di un educatore. «Se educare vuol dire offrire ai cittadini un'alta qualità di vita - scrive Lorenzo Cantatore nella Prefazione -, al sicuro da privilegi, interessi e speculazioni, allora Cederna ci ha educati come un grande maestro di scuola».