Saggistica Libri
Libri pubblicati nella collana Saggistica America del Sud
Prossime uscite della collana Saggistica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282493215 Elogio del margine-Scrivere al buio
- 9791282493062 Il femminismo è per tutti. Una politica appassionata. Nuova ediz.
- 9791282493055 Jin Jiyan Azadi. Vol. 2: Autonomia e organizzazione delle donne
- 9791282493048 Jin Jiyan Azadi. La rivoluzione delle donne in Kurdistan. Vol. 1
- 9791282493031 Dieci miti su Israele
- 9791281300033 Mitologie felici. Vol. 2
- 9791259871664 Giorgio Faletti e la riscoperta del noir in Italia
- 9791259562340 Napoleone Bonaparte. Vol. 1: L' uomo e l'ascesa: dalla nascita (1769) ad Austerlitz (1805)
- 9791254782637 Rudolf Steiner
- 9788899156244 Interventi psico-sociali contro il bullismo
«Vamonos nada màs». Camminando con il Che e con Fidel Vasapollo L. (Cur.) Monal I. (Cur.) - Zambon Editore, 2017 - Saggistica
Non dobbiamo confondere la difesa delle conquiste rivoluzionarie con la divulgazione dei principi della transizione che regolano le attività delle rivoluzioni nell'America indo-africana del XXI secolo. Cioè, bisogna sempre tenere presente l'idea di Guevara, secondo cui la difesa della rivoluzione cubana è un elemento organico della stessa transizione al socialismo e soprattutto è un fattore collettivo e di massa. D'altra parte anche per Fidel la divulgazione dei principi e delle conquiste della rivoluzione devono essere i più ampi possibili, perché è in questo modo che si combatte la cultura dell'individualismo tipicamente borghese e le manipolazioni mediatiche prodotte dai mezzi di comunicazioni legati o dipendenti dall'imperialismo. Nel 1987 Fidel scrive che "Ci sono molte idee del Che che sono di una validità assoluta e totale, idee senza le quali sono convinto che non può costruirsi il comunismo, come l'idea che l'uomo non deve essere corruttibile, il cui onore non deve essere alienato, o l'idea che, senza la coscienza e solo producendo ricchezza, non si potrà costruire il socialismo come una società superiore, e non si potrà costruire mai il comunismo". Prologo di Gerardo Hernàndez Nordelo, Ramon Labanino Salazar e Luciano Vasapollo. Introduzione di Luciano Vasapollo e R. Martufi.
Pachakuteq e il vecchio scrittore. Viaggio tra l'antico e il moderno Perù Rossa Sergio - Genesis Publishing, 2016 - Saggistica
Alessandro Scalzi è un anziano scrittore italiano che si è trasferito in Perù per studiarne le tradizioni, gli usi e i costumi, e per descrivere la sua gente. Innamoratosi della cultura andina, si propone di applicarne alcune idee a un progetto sociale di successo. Lo scontro/confronto tra quell'antica filosofia e i dettami della moderna società globalizzata, irrimediabilmente succube del denaro, porta lo scrittore a ragionare sulla possibile fine dell'uomo e a domandarsi se un mondo diverso sia ancora possibile. Reinventa così l'universo andino dei tempi del nono Inka, Pachakuteq ("colui che trasforma il mondo"), che fu un uomo geniale e di larghe vedute a cui si dovette il rinnovamento profondo di ogni aspetto della civiltà delle Ande. Il romanzo, di stampo fortemente saggistico, si svolge su due differenti piani narrativi: le vicissitudini dello scrittore nel Perù moderno e le fasi salienti della vita e dell'opera dell'antico governante.
L'Argentina dalla presenza italiana alla dittatura militare (1860-1983) Alessi Francesco - Nuovi Autori, 2010 - Saggistica
La storia della Nazione argentina è legata a doppio filo con quella della Nazione italiana. Italiani erano i milioni di emigranti andati in quelle terre lontane fin dagli anni immediatamente successivi all'Unità del nostro paese, e tra questi vi erano moltissimi contadini, che avrebbero contribuito non poco allo sviluppo di quella nazione così giovane e così tanto lontana dalle proprie origini, dalla madre Italia. Ben presto, questa fortissima emigrazione verso quelle terre si tradusse in una forma di colonizzazione, con la creazione di industrie e la partecipazione attiva degli italiani all'attività logistica e organizzativa di molti tra i maggiori impianti industriali argentini. Accanto a questa emigrazione "di braccia" (ma, come possiamo ben vedere, anche di teste!), vi era un'altra emigrazione d'italiani verso l'Argentina, un'emigrazione politica, che in quel paese trovava rifugio sicuro dalle persecuzioni politiche nell'Europa dei Nazionalismi e dei Colonialismi. In altre parole, l'Argentina, durante il periodo della floridità produttiva e commerciale, andava sviluppando in nuce quello che sarebbe stato il germe della sua distruzione politico-economica: le privatizzazioni selvagge.