Scripturae Libri
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- 9788892873551 Il Signore Dio ha parlato. Chi non profeterà?
- 9788892872196 La versione siriaca della peshitta ...
Frammenti di letteratura giudaica peritestamentaria. Giubilei 1-21. Oracoli sibillini (Prologo, Libri I, III, IV, V; Frammenti 1-3) Erbetta Mario Rizzi G. (Cur.) - Il Pozzo Di Giacobbe, 2009 - Scripturae
Il Libro dei Giubilei gli Oracoli Sibillini della Sibilla giudaica appartiene alla letteratura giudaica peritestamentaria, in quanto composta prevalentemente a partire dall'epoca ellenistica fino a quello della prima diffusione del cristianesimo, intorno all'epoca di stesura ultimativa dei testi sacri per il giudaismo e per il cristianesimo. Il Libro dei Giubilei noto soprattutto attraverso la sua antica versione etiopica e caro alla chiesa cristiana etiopica, è un'opera originariamente giudaica. Nel suo riscrivere la storia sacra della Genesi e di parte dell'Esodo, focalizza temi d'interesse vitale per le comunità giudaiche del suo tempo. Mario Erbetta aveva potuto tradurre l'opera fino al capitolo 21,26. Gli Oracoli sibillini, già curati da Erbetta per quanto di essi appartiene agli Apocrifi del Nuovo Testamento, hanno anche una parte attribuita alla "Sibilla giudaica". La traduzione dal testo greco, dello stesso studioso, consente di comprendere questa parte degli oracoli come espressione di un giudaismo credente, che ha inculturato la sua fede attraverso un genere letterario pagano.
L'offerta di sé a Dio. Indagine esegetico-teologica su Rm 12, 1-2 Di Marco Liborio - Il Pozzo Di Giacobbe, 2011 - Scripturae
Il testo di Rm 12,1-2, nonostante si trovi all'inizio della parte esortativa della Lettera ai Romani, non contiene suggerimenti etici concreti, quanto, piuttosto, l'esortazione generale ad offrire il proprio corpo a Dio come "culto spirituale". Dopo aver presentato, attraverso un sintetico status quaestionis, le diverse interpretazioni che si sono avute nel corso della storia, l'autore, attraverso l'approccio letterario e retorico, inserisce la pericope all'interno della Lettera, proponendo una sua ipotesi di strutturazione di quest'ultima. Successivamente conduce un'attenta analisi filologico-esegetica della pericope, dialogando con i diversi autori, antichi e moderni, che l'hanno commentata. In questo modo egli può, infine, proporre ai lettori il senso teologico profondo dell'esortazione paolina ad offrire la propria esistenza a Dio, senza lasciarsi conformare agli "schemi" dominanti nella cultura di ogni tempo, ma lasciandosi rinnovare nella sua mente, per essere in grado di cogliere nella vita la volontà di Dio, che chiama a realizzare il "bene" a Dio gradito ed espressione perfetta di tutta la vita cristiana.