Strade Blu Libri
Libri pubblicati nella collana Strade Blu Biografie: scienziati, tecnologi, ingegneri
Colpevole di amnesia Piccioni Pierdante Sapegno Pierangelo - Mondadori, 2020 - Strade Blu
Cosa accade quando un uomo che ha perso la memoria deve difendersi da un'accusa che arriva dal passato, per un fatto che non è in grado di ricordare? Pierdante Piccioni è il dottor Amnesia, il primario di pronto soccorso che nel 2013, dopo un incidente d'auto e il coma, si è risvegliato con un buco nero di memoria che gli ha inghiottito dodici anni di vita, riportandolo al 2001. Ha lottato contro tutto e tutti, rifiutando il proprio destino, ed è tornato al suo posto: lo hanno chiamato in televisione, ha scritto due libri sulla sua incredibile storia, è diventato un caso nazionale. Ed è lui il protagonista della vicenda che in queste pagine prende la forma del giallo, in un gioco letterario in cui realtà e fantasia s'intrecciano fino a confondersi l'una nell'altra. Convocato come testimone per un'inchiesta su un duplice omicidio avvenuto nel pieno del suo vuoto di memoria, Piccioni scopre di essere in realtà il principale indagato: c'è un video che lo ritrae con le due vittime - una giovane dottoressa che aveva assunto come assistente e un fornitore di apparecchiature mediche con cui aveva trattato per una gara d'appalto - mentre litigano animatamente poco prima che i due scompaiano. Peccato che Pierdante non solo non ricorda di averli conosciuti, ma non è neppure in grado di ribattere alle accuse. Il suo diventa un incubo senza fine: per trovare le risposte che cerca deve affidarsi ai ricordi degli altri, che possono essere non solo confusi o parziali, ma anche molto interessati. E mentre la verità giudiziaria sembra prendere forma, il dottor Amnesia è chiamato a condurre la propria personale indagine, alla ricerca della persona che è stata e di cui non serba memoria. Troverà attorno a sé altri personaggi, pronti a dargli una mano o ad approfittarsi della situazione. Ognuno con un proprio archivio di memorie, ognuno chiamato a definire una piccola parte della verità. Perché in realtà è la memoria la protagonista principale di questa folle storia: la memoria del tempo, la memoria parziale e dolente del cuore, la memoria arida e cinica degli altri. E quel che resta del ricordo è la sola verità possibile.
Fa' che non sia matto. Tra terapeuta e pazienti: storie di menti che si svelano Benjamin A. K. - Mondadori, 2019 - Strade Blu
Un ambulatorio spoglio, dalle pareti di un azzurro gelido, nel reparto di neurologia. Davanti alla scrivania si siedono tanti pazienti, uno dopo l'altro, in attesa di essere visitati. C'è Lucy, una signora che non distingue casa sua da quella della vicina. C'è Michael, sopravvissuto a un brutto incidente durante un volo di base jumping. Ci sono Jane, un'adolescente afflitta da crisi epilettiche, e Tracy, una bambina che è stata travolta da un televisore ultrapiatto mentre cercava di accenderlo. Poi c'è lui, il terapeuta, che interroga e scruta chi gli sta di fronte, alla ricerca della diagnosi da imprimere nero su bianco nella cartella clinica. La verità straziante con cui deve convivere è che non sempre si può guarire: nel campo dei disturbi neurologici le personalità si frantumano, le evidenze sono volubili, le certezze vengono meno. Risonanze, encefalogrammi e tamponi non sono sufficienti per inquadrare un disagio, una persona, una vita. Quando un clinico si spinge nei luoghi più intimi, nascosti e inafferrabili di un paziente, contando su intuito, emozioni ed empatia, non è più importante distinguere chi è sano da chi è malato, capire ciò che è vero e ciò che invece è soltanto il frutto dell'immaginazione. Il racconto di una serie di casi clinici si trasforma allora nel confronto intenso e commovente di un terapeuta con la propria storia personale e lavorativa, che evoca l'espressività dei temi cari a William Shakespeare. Come Re Lear, che deve fare i conti con un potere decadente su un regno sempre più precario, A.K. Benjamin, pseudonimo dietro al quale si cela un neuropsicologo britannico, è un protagonista cangiante e camaleontico. Ha lavorato tra India, Nepal e America centrale, ha vissuto tra migranti, transgender, tossicodipendenti e senzatetto negli Stati Uniti e, fin da bambino, ha avuto a che fare con psicologi, psichiatri e consulenti: a vent'anni è stato sfiorato dall'idea di farsi travolgere dalla metropolitana in una delle stazioni più trafficate di Londra, ha affrontato un matrimonio andato in pezzi e la nascita di due figlie, si è trincerato dietro lo sport estremo per chiedere a se stesso prestazioni sempre più ai limiti e si è fatto strada in una professione labirintica in cui i confini tra terapeuta e paziente si sono rivelati sempre più labili. Proprio come nel dramma shakespeariano, così personale da diventare corale, "Fa' che non sia matto" racconta una pazzia piena di lucidità e affronta l'angoscia, l'instabilità, il dolore e la solitudine creando una storia multiforme, spiazzante e ipnotica che si dimostra profondamente umana e oltremodo attuale.