Studi Mesopotamici Libri
Libri pubblicati nella collana Studi Mesopotamici Archeologia
La collezione orientale del Museo archeologico di Firenze. Vol. 2: I materiali anatolici e mesopotamici D'agostino A. (Cur.) Felli C. (Cur.) Valentini S. (Cur.) - Aracne, 2014 - Studi Mesopotamici
La collezione orientale del Museo archeologico nazionale di Firenze, che comprende numerosi reperti provenienti dalla Turchia, dall'Iraq, dall'Iran e dalla Siria, databili tra la preistoria e il periodo medievale, costituisce una delle più importanti raccolte di oggetti provenienti dal Vicino Oriente conservate in Italia. I reperti che provengono dall'Anatolia, figurine antropomorfe e vasi, sono riconducibili alle culture del Calcolitico e del Bronzo Antico dell'area occidentale. Il lotto di materiali provenienti dalla Mesopotamia e dall'Iran comprende diversi oggetti: un rilievo neoassiro probabilmente proveniente da Ninive alcune decine di figurine in terracotta databili tra la fine del III e l'inizio del II millennio a.C., alcuni reperti ceramici provenienti da Susa databili alla fine del V millennio a.C. e due lampade in bronzo ascrivibili al periodo islamico di produzione iranica. La collezione glittica include sia sigilli a stampo sia a cilindro, provenienti per lo più dalla Mesopotamia, che coprono un arco cronologico che va dal IV millennio a.C. al periodo sasanide (III-VII secolo a.C.).
La collezione orientale del museo archeologico nazionale di Firenze. Ediz. illustrata. Vol. 1: I materiali di Qsar Shamamuk Anastasio Stefano Conti Giovanni Ulivieri Laura - Aracne, 2012 - Studi Mesopotamici
Il volume è dedicato al catalogo dei materiali del primo scavo italiano nel Vicino Oriente, condotto da G. Furlani a Qasr Shamamuk in Iraq nel 1933, e conservati oggi presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Qasr Shamamuk si trova nel nord dell'Iraq, a metà strada tra il Grande Zab e la moderna città di Erbil. La campagna di scavi italiana mise in luce un'importante necropoli assira e partica. Alcune iscrizioni cuneiformi consentono l'identificazione del sito con la antica 'Kilizu', capitale provinciale dell'impero assiro. Il volume, oltre a illustrare il catalogo, ripercorre la storia della spedizione e della collezione fiorentina.
Sole della Mesopotamia. Considerazioni incomplete Saporetti Claudio - Aracne, 2012 - Studi Mesopotamici
Nel ricco Pantheon mesopotamico, il Sole (utu per i Sumeri, Samas per gli Assiro-Babilonesi) è una delle divinità "astrali", insieme ai due "colleghi" notturni: la Luna, (Nanna, Sin) che per i Mesopotamici era maschio e che era suo padre, e la stella Venere (Inanna, Istar), sua sorella, dea della procreazione. Poiché a lui si devono luce e calore, non solo gli era debitrice l'agricoltura, ma anche tutto ciò che riguardava la giustizia. Il Sole infatti "faceva luce" sulle mancanze umane, e di conseguenza era il propugnatore delle leggi ed il garante dei giuramenti, dei giusti tassi d'interesse, delle inalterate misure. La sua luce rischiarava e proteggeva il cammino dei viaggiatori e dei mercanti, penetrava persino nel Regno dei Morti, e permetteva di vedere anche il futuro attraverso la mantica e l'oniromanzia. Degno pendant dell'omonimo Inno al Sole egiziano, un famoso Inno mesopotamico, che è stato composto per lui, è presente, nell'ultima traduzione eseguita direttamente dal cuneiforme, alla fine di questo saggio che gli è dedicato.