Surplace Libri
Libri pubblicati nella collana Surplace Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
Anima minima. Sul bello e sul sublime Lyotard Jean-François Sossi F. (Cur.) - Eutimia, 2023 - Surplace
Attento all'infanzia, alle sue voci o ai suoi lamenti, Lyotard s' affaccia sulla scena di un gioco e scopre nel piccolo attore di questa rappresentazione il genio dell'arte. Il bambino tiene in mano un rocchetto che con gesto ripetitivo getta lontano da sé per poi farlo ricomparire. Fort-da, via-qui, sono le uniche due parole che questo bambino ormai celebre pronuncia: l'assenza e la presenza. L'assenza del sensibile nella sua presenza. Come nel gioco del rocchetto del nipotino di Freud o nello sguardo del pittore di Lascaux, anche lo stile dell'arte è «la visione dell'assenza di sensazione nella sua presenza», scuote l'anima assopita nell'apparenza con il tremore dell'apparizione. Ogni grande opera d'arte è la proposta di un' «assurdità»: un'anima minima, testimonianza, nel sensibile, «che al sensibile manca qualcosa o che qualcosa lo eccede». Da alcuni anni Lyotard indaga questo mistero, e lo fa soprattutto a partire dalle pagine della Critica del Giudizio di Kant. Già con l'enigma del bello Kant sfida l'intelletto, ma nel sublime la sfida si fa più grande e coinvolge la ragione: in questo sentimento in cui l'immaginazione teme di perdere se stessa e fa l'esperienza...
Il ruolo dell'idea di istante nella filosofia di Descartes Wahl Jean Maccaro A. (Cur.) - Eutimia, 2024 - Surplace
Alla ricerca del versante ardito del pensiero cartesiano, Jean Wahl propone in un saggio dalla linearità enigmatica un'inusuale riflessione sulla funzione dell'istante nella filosofia di Descartes. L'allievo di Bergson riflette sul tempo, sull'istante, e - che non è lo stesso - sull'idea dell'istante rapportandola al tempo di Descartes, al tempo pensato e al tempo storico che si uniscono in quell'istante di cui non si ha il tempo di averne un'idea. Sì lontano dai consolidati assunti ermeneutici, il critico dei totalismi idealistici e disindividualizzanti, presenta un Descartes disabituale per il suo tempo e, piuttosto che insistere sul razionalismo intellettualistico o sulla frattura tra i categoriali pensiero-estensione, precorre una lettura invero avanguardistica del filosofo moderno nella misura in cui intravede nel pensiero di quegli un orientamento disponente ad accogliere nell'istante entrambi i momenti della dialettica tra sensibilità e ragione, perché tutto ciò che è, è dato in ogni istante.