Temi Libri
Libri pubblicati nella collana Temi Architettura e design degli edifici
Contro la città usa e getta. Per una cultura del costruire sostenibile Magnago Lampugnani Vittorio - Bollati Boringhieri, 2024 - Temi
Fra una decina d'anni quasi il 70 per cento della popolazione mondiale vivrà in insediamenti urbani. Le nostre città hanno un impatto drammatico sull'equilibrio ecologico del pianeta: si sgretolano sempre più in periferie diffuse che erodono il paesaggio naturale e sprecano inutilmente risorse ed energia. Per ampliarle e modernizzarle stiamo distruggendo sconsideratamente gran parte di un patrimonio edilizio che potremmo riusare. In questo piccolo manifesto del costruire sostenibile, l'architetto e studioso Vittorio Magnago Lampugnani identifica il problema degli sprechi edilizi nell'ideologia dell'usa e getta che ha contagiato le città, tracciando una storia del consumismo architettonico, svelando l'invenzione dell'obsolescenza programmata e rivisitando l'euforia modernista del provvisorio. Ma la storia dell'architettura è ricca anche di splendide lezioni di parsimonia, riuso e resilienza, che non rinunciano all'ideale dell'impegno sociale e della bellezza. Oggi l'industria edilizia è responsabile di buona parte delle emissioni di anidride carbonica che minacciano il clima, il pianeta e la nostra stessa esistenza, spreca risorse preziose e produce un'enorme quantità di rifiuti. Case passive, facciate verdi e certificazioni energetiche non sono che palliativi, se non addirittura greenwashing. Si impone un'inversione di rotta. Dobbiamo costruire meglio, in maniera più durevole, perché solo un edificio che dura nel tempo usa bene i mezzi che ha consumato. Dobbiamo costruire più densamente, «stringerci», perché solo una città compatta è veramente sostenibile. Ma soprattutto dobbiamo usare più assennatamente ciò che abbiamo, ridimensionare le nostre pretese e costruire meno, molto meno, quasi niente.
Stilizzazione Mosco Valerio Paolo - Letteraventidue, 2024 - Temi
Aveva ragione Albert Camus ad affermare che sin dai suoi esordi l'arte è sempre il risultato di una stilizzazione. Si intende per stilizzazione un qualcosa che si interpone tra la figurazione e l'astrazione, o meglio una trasformazione della figura che viene raffigurata nei suoi tratti essenziali. L'architettura moderna nasce con la stilizzazione dell'edifico operata dagli architetti della fine del Settecento. Quello che possiamo definire il periodo d'oro della stilizzazione coincide con l'architettura dei primi moderni come Perret, Garnier, Olbrich, Hoffmann, Loos e Behrens. Tutto cambia con l'avvento delle avanguardie che in nome della composizione astratta hanno tentato di eliminare la stilizzazione. Il racconto della stilizzazione in architettura continua durante la postmodernità in cui assistiamo ad una ibridazione tra figurazione e astrazione in nome della stilizzazione. Oggi molta architettura contemporanea appare stilizzata. Diverse ragioni contribuiscono all'affermarsi dell'architettura stilizzata contemporanea, un fenomeno che appare del tutto opposto a quanto si auspicava alcuni orsono, ovvero che l'architettura, attraverso il design, avrebbe definitivamente oltrepassato sé stessa.