Tempus Le Forme Della Memoria Libri
Libri pubblicati nella collana Tempus Le Forme Della Memoria Autobiografie generali
Diario di guerra: fiducioso nel nulla. Tra Lunigiana e Garfagnana, attraverso la linea gotica Carile Sergio Carile P. (Cur.) - Aracne, 2016 - Tempus. Le Forme Della Memoria
Sergio Carile, pastore evangelico, durante la guerra e nel primo dopoguerra curò un'ampia diaspora di fedeli sfollati in Garfagnana e in Lunigiana, sulle colline tra le Alpi Apuane e il mare, a cavallo della linea gotica. Su una vecchia bicicletta o a piedi, percorse luoghi di scontri tra nazisti, partigiani e truppe alleate. Scrisse questo diario sulle sue peregrinazioni con lo scopo di lasciare una testimonianza di una guerra assurda, senza frontiere precise, e delle complesse e contraddittorie reazioni delle popolazioni coinvolte. Ne risulta un quadro sorprendente, che non trascura anche fatti minuti della vita quotidiana, tra bombardamenti e rastrellamenti. In appendice al diario è pubblicato un epistolario inedito tra Sergio Carile e il sacerdote modernista Ernesto Buonaiuti, che fu suo maestro e amico, che rappresenta la testimonianza della comunione spirituale e della complicità intellettuale tra un prete cattolico e un pastore protestante. Due personalità ecumeniche, aperte, tolleranti, esempi di carità cristiana in un mondo sconvolto da pulsioni distruttive.
Un amico paterno. Vita, morte e piccoli miracoli di un uomo mite Savini Gabriele - Aracne, 2016 - Tempus. Le Forme Della Memoria
Il volume nasce dall'esigenza e dall'urgenza di rievocarne la figura paterna, fissando i ricordi che affiorano, talvolta lentamente, talvolta affollandosi, spesso mascherati in forma di sogno. Ecco dunque prendere forma un'opera che finisce per situarsi in una zona di confine tra il memoriale e la narrativa, con brevi escursioni nel campo della saggistica. Quando si perde un genitore, anche se in età avanzata, anche se la sua vita è stata piena e ricca di soddisfazioni, anche se ormai pure l'età del figlio non è più verde, ci si sente comunque orfani. Soprattutto se di quella vita si sono condivise molte cose, come il lavoro e la passione sportiva. L'opera si nutre dei ricordi e non può fare a meno di sconfinare nei territori dell'introspezione e della riflessione, nelle lande sconfinate e inesauste dell'eterno e insolubile dilemma tra la vita e la morte.