Toscani Super Doc Libri
Libri pubblicati nella collana Toscani Super Doc Linguistica comparata e storica
Il vocabolario del vernacolo fiorentino e toscano Bencistà Alessandro - Sarnus, 2012 - Toscani Super Doc
Quando si tratta di dialetti, ci rendiamo conto che non c'è una sola Toscana, ma ne esistono diverse, ognuna con il suo patrimonio di usanze e tradizioni. È su questa idea che si basa il nuovo "Vocabolario" di Alessandro Bencistà, uno dei più attivi studiosi di lingue e tradizioni popolari. Il dizionario riporta migliaia di voci, da "abbacare" a "zuppa", utilizzate nelle diverse zone della regione, spiegandone il significato e indicandone la provenienza. Le citazioni da opere celebri della letteratura, della musica e del folklore ci aiutano a comprendere il senso di alcune espressioni. Questo nuovo lavoro di Bencistà parte dal vernacolo fiorentino, considerando Firenze il centro motore di una lingua che fin dal Trecento si è rapidamente estesa a tutto il territorio regionale e poi nazionale. La scelta delle voci è un viaggio nella memoria che nasce da una profonda conoscenza del mondo in cui siamo cresciuti, insieme ai contadini e alle massaie: un mondo di cui conserviamo ancora viva non solo l'immagine, ma anche le amicizie, gli affetti e i ricordi. Frequentando la poesia estemporanea, i canti folcloristici, il teatro, le parlate di aree come la Lunigiana o la Valdichiana, consultando oltre trenta dizionari già esistenti, l'autore ha realizzato un ampio compendio di vocaboli e colorite espressioni che non dobbiamo dimenticare.
A Firenze si parla così. Frasario moderno del vernacolo fiorentino Raddi Renzo - Sarnus, 2026 - Toscani Super Doc
Ritorna in libreria "A Firenze si parla così", il fortunato libro di Renzo Raddi che, nel breve volgere di alcuni lustri, ha raggiunto quella popolarità che oggi si tributa ai classici dell'editoria contemporanea. Il lavoro di Raddi, così attento a documentare la più pura tradizione del vernacolo fiorentino, era, per così dire, predestinato a un sicuro successo; non soltanto perché in esso i lettori di Firenze sapranno riconoscere vocaboli, frasi e modi di dire familiari e quindi amati, ma anche perché, a qualunque lettore, il libro di Raddi insegna che la tradizione, la storia e il costume di una città (in una parola la sua "cultura") si trasmettono sempre attraverso quell'incommensurabile tesoro comune che è il linguaggio. Parlare una lingua, dunque, significa riconoscersi e capirsi sempre meglio: un libro che ricorda questa verità doveva naturalmente avere successo e, certo, ci auguriamo, continuerà ad averlo.