Tradizioni Folklore Libri
Libri pubblicati nella collana Tradizioni Folklore ARTI
Le notti dei perdoni ovvero la velocità umiliata Belli Carlo Sellitti D. (Cur.) - Edita Casa Editrice & Libraria, 2016 - Tradizioni & Folklore
Taranto ebbe, nei secoli remoti, ammiratori illustri che la amarono e lasciarono pagine memorabili con le loro descrizioni. Da Virgilio e Orazio. Diversa cosa per Taranto moderna, che fu attraversata, sì, da stuoli di studiosi e viaggiatori, ma tutti interessati solo a ricercare le vestigia del passato. E sono queste, anche principio di terzo millennio che stiamo vivendo, l'unica vera risorsa culturale che Taranto vanta e che trova il punto di forza nel Museo nazionale e nei pochi monumenti sopravvissuti alla distruzione e allo scempio dei secoli. E fu proprio quel patrimonio archeologico ad attrarre l'attenzione di un personaggio che resta centrale nella storia culturale recente della città: un personaggio che non era certo meridionale ma che anzi era nato nel lontano Trentino, a Rovereto, nel 1903, e che a Taranto era giunto per caso, come inviato del quotidiano nel quale lavorava, "Il Tempo" del mitico Angelillo. Stiamo parlando di Carlo Belli, la cui impronta più importante è in quei Convegni internazionali di studio sulla Magna Grecia, che furono da lui ideati e che dal 1961, anno della prima edizione, rappresentano l'incontro annuale di studi archeologici più importante.
Istantanei. Frammenti di una passione. Ediz. illustrata Manna Luciano - Edita Casa Editrice & Libraria, 2014 - Tradizioni & Folklore
"Istantanei" è il percorso intimo del credente che decide di descrivere emozioni attraverso la percezione visiva: impresa ardua che Manna concretizza. "La decisione di realizzare un libro in bianco e nero fa parte di una scelta: prima di scattare una foto, la realizzo mentalmente nell'insieme monocromatico. Il risultato è un gioco che vira tra le tonalità del grigio". "Il Confratello conosce bene la 'sua processione'. Se il Confratello è anche fotografo, sa cosa osservare e quale espressione cogliere in un Uomo o in una Donna di cartapesta." Prosegue: "Come si potrebbe mai fissare l'attimo senza conoscere il peso, l'odore del legno della bara, ciò che s'intravede tra gli intarsi? Sono convinto di tutto questo. Ci rifletto quando azzardo lo scatto." Di lui ha scritto nella prefazione il fotografo Anthony Boccaccio: "Quando il fotografo e la macchina fotografica diventano una sola cosa la macchina scompare e il fotografo resta in piedi nudo davanti al mondo. La fotocamera non può proteggerlo. La grande fotografia esige coraggio e compassione. Manna ha entrambe queste qualità che insieme con una gioia naturale e contagiosa per il suo lavoro produce immagini meravigliose e coinvolgenti."