Tropiensia Libri
Libri pubblicati nella collana Tropiensia SCIENZE UMANE
La platea della diocesi di Tropea (sec. XV). Testo latino e italiano De Leo P. (Cur.) - Meligrana Giuseppe Editore, 2013 - Tropiensia
Dopo il recente volume Il Sinodo di Tropea del 1594, con cui l'editore Meligrana inaugura la collana "Tropiensia", ecco quest'altro lavoro sulla "Platea Ecclesie Tropiensis", redatta nel 1494 dal notaio Calvano de Yosep de Luciis di Amantea su commissione del vescovo di Tropea Giuliano Mirto Frangipane (1480-1498/99). Una "Platea" dei beni della diocesi era quanto mai urgente e necessaria a Tropea, come altrove, visto come erano finiti, o stavano per finire i beni della Chiesa.
Il Sinodo di Tropea del 1594. Testo latino a fronte De Leo P. (Cur.) - Meligrana Giuseppe Editore, 2013 - Tropiensia
Dopo secoli di oblio, tornano alla luce i decreti del Sinodo diocesano voluto da mons. Tommaso Calvi (1526-1613), pastore della diocesi di Tropea. Si offre così al lettore un'interazione con le situazioni sociali, religiose e culturali di un'intera comunità che ebbe ruolo preminente nel Mezzogiorno d'Italia.
Le grotte degli «sbariati» e il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina di Zungri Cinquegrana Giuseppe - Meligrana Giuseppe Editore, 2017 - Tropiensia
L'insediamento è datato tra il XII e il XIV secolo d.C. e va ricollegato al processo di immigrazione di gruppi etnici provenienti dall'Oriente (monaci per lo più) verso le coste calabresi che, sfuggendo alle scorrerie arabe, trovarono tra queste alture il giusto riparo nelle grotte e formarono quelle culture che, nel tempo, divennero tratto distintivo di questo territorio che oggi ritrova, in questo stupendo insediamento rupestre, l'identità storica che diede vita al centro di Zungri - ormai, da tempo, definita la "Matera della Calabria", proiezione di un turismo storico, archeologico e naturalistico nei racconti della storia millenaria del Mediterraneo. Lo spazio antropizzato delle 100 grotte su una superficie di 8 km2 - "insediamento principe del Poro", come lo ebbe a definire l'archeologo Achille Solano (1998:75) - costituisce un cavernous a cavallo di due località: Chiusa e Fossi, lungo il torrente Malopera. Le Grotte degli "sbariati" - insieme al Museo della Civiltà Rupestre e Contadina - sono da tempo all'attenzione di archeologi, antropologi, studiosi del folklore, psicologi e sociologi provenienti da tutto il mondo.