Utet Saggistica Libri
Libri pubblicati nella collana Utet Saggistica Autobiografie generali
Prossime uscite della collana Utet Saggistica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791221223743 I semi proibiti
- 9791221219630 A come Arsenico
- 9791221216899 Vietato obbedire
E ho smesso di chiamarti papà. Il memoir della figlia di Gisèle Pelicot Darian Caroline - Utet, 2025 - Utet Saggistica
Il 19 dicembre 2024 si è chiuso in Francia un processo epocale, che per mesi ha dominato le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Secondo la sentenza, Gisèle Pelicot è stata per almeno dieci anni vittima del marito Dominique, che le serviva di nascosto cocktail di farmaci per poi abusare di lei, documentando il tutto con video e foto. Non solo: Dominique apriva la porta di casa a estranei, oltre cinquanta, adescati su internet; offriva loro ogni volta il corpo inerme e addormentato della moglie. È una storia terribile che tutti i media hanno reso notoria, ma questo libro la racconta dall'interno, perché l'ha scritto Caroline, l'unica femmina fra i tre figli della coppia. «Il trauma», racconta Caroline, «si espande in ogni direzione come un'onda d'urto», e colpisce tutto e tutti: nell'inferno di interrogatori e prove da verificare, nell'incubo di scoprire la verità sul padre, spuntano nuove immagini che ritraggono le due nuore, riprese di nascosto, e persino alcune foto di Caroline. Sorge il dubbio più atroce: forse suo padre ha drogato e violentato anche lei? Tra le pagine di questa «cronaca di orrore e sopravvivenza» spuntano anche i ricordi di un'altra vita, quando Dominique era un padre come tanti, Caroline era una bambina, e tutto sembrava normale. Sono piccole lettere immaginarie, dialoghi impossibili e strazianti verso un padre che, semplicemente, non esiste più. Eppure dentro l'orrore, pian piano, nasce una storia diversa, di rivalsa: madre e figlia capiscono che non devono vergognarsi di questa storia, tutt'altro, perché la vergogna andrà riversata su gli uomini che manipolano, drogano e violentano le loro mogli, fidanzate, figlie, in un delirio patriarcale di dominazione. Caroline e Gisèle decidono che questa storia verrà resa pubblica, attraverso un processo a porte aperte in cui la stampa sarà la benvenuta, e poi attraverso le pagine di un libro che racconti, finalmente, la verità: questo libro.
La piccola Hempel. La testimonianza unica di una bambina scampata alla ferocia dell'eugenetica nazista Hempel Manthey Elvira Silvestri E. (Cur.) - Utet, 2024 - Utet Saggistica
1938, Sassonia-Anhalt: Elvira Hempel ha solo sette anni quando viene diagnosticata come «mentalmente inferiore» solo perché suo padre, alcolizzato e senza lavoro fisso, era stato bollato come «asociale». Gli Hempel sono tedeschi, ma questo non basta, anzi: in base alla legge sulla salute ereditaria bisogna estirpare tutte le tare che minacciano la purezza razziale del popolo tedesco. È proprio il medico che la visita a chiedere il suo ricovero urgente presso il manicomio di Uchtspringe, in un reparto speciale per bambini dove ritrova la sorellina Lisa, che ha solo due anni. Ma quello che sembra un ospedale è, in realtà, un inferno. Medici e infermieri concedono una morte «misericordiosa» a quelle che considerano vite indegne di essere vissute: bambine e bambini che saranno tra le prime vittime della ferocia dell'eugenetica nazista. Il programma di "eutanasia" per le persone con disabilità fisiche o ritenute affette da malattie mentali - in cui, dal 1939 al 1945, si stima siano stati uccisi complessivamente più di trecentomila tra donne, uomini e bambini - è ancora oggi il meno conosciuto e ricordato tra i crimini nazisti. Quella di Elvira è quindi una testimonianza di enorme valore storico, tra le pochissime scritte da un testimone oculare e la prima a essere tradotta in lingua italiana. A raccontare è la sua voce limpida e immediata, capace di evocare un'infanzia difficile in una famiglia povera e marginalizzata, per poi piombare all'interno della macchina di sterminio nazista. Eppure, misteriosamente, quando viene trasferita a Brandenburg an der Havel, portata all'ingresso della camera a gas, Elvira è l'unica a essere risparmiata. La sorellina Lisa, invece, muore, ed è a lei che Elvira ha dedicato questo libro e la sua battaglia. Crescendo, dopo la guerra, Elvira intravede in questo miracolo il segno di una missione: combatterà per avere finalmente giustizia, chiedendo che lei e quelli come lei vengano riconosciuti vittime dell'Olocausto vere e proprie. La sua lotta, continuata fino alla morte, non può dirsi ancora del tutto conclusa.
Non è nostra la vergogna. Il processo a mio padre, la mia lotta contro la violenza sulle donne Darian Caroline - Utet, 2025 - Utet Saggistica
Il 19 dicembre 2024 Dominique Pelicot è stato condannato per aver violentato e fatto violentare da almeno cinquanta complici la moglie Gisèle, immersa nel sonno dai farmaci che lui stesso le somministrava di nascosto. Caroline Darian, figlia di entrambi, è stata al fianco della madre nei lunghi anni che hanno portato al processo, in cui tutto l'orrore era rimasto come compresso tra le mura familiari, scosse dagli interrogatori e terremotate periodicamente da nuove prove in foto e video che testimoniavano almeno un decennio di violenze. A quattro anni dall'inizio delle indagini, il processo a porte aperte ha squarciato quelle mura, le ha fatte esplodere: Caroline racconta l'inferno delle udienze passate a pochi metri dagli sconosciuti che hanno stuprato la madre, gli interrogatori al padre che continua a mentire, ma anche l'invasione mediatica della sua vita privata e le insinuazioni velenose degli avvocati difensori. E poi c'è Gisèle Pelicot, per tutti un faro, un esempio di eroismo e dignità che però può diventare un metro di paragone insopportabile se invece ti senti così fragile, sempre sul punto di andare in frantumi. Anche perché c'è una faglia tra di loro, incolmabile: Caroline è convinta, da alcune foto, che Dominique abbia drogato e violentato anche lei. La madre rifiuta questa possibilità, persino di fronte ai giudici, forse per difendere la figlia, forse perché non vuole accettare quest'ultimo abominio. Ed è qui che, incredibile, inizia un'altra storia: Caroline denuncia a sua volta il padre, affidandosi a una coraggiosa avvocata che sta cercando di unire i puntini tra Dominique e alcuni altri cold case di stupro e omicidio, avvenuti molti anni prima. E se la sua storia familiare fosse solo la fase senile di un predatore sessuale omicida? In questa vicenda di buio assoluto si fa però strada una luce, l'associazione che Caroline ha fondato, per aiutare le donne vittime di violenza e sottomissione chimica, perché abbiano la forza di dire a gran voce: Non è nostra la vergogna. Perché nessuna donna si trovi, come lei, sola di fronte all'orrore.