Vele Libri
Libri pubblicati nella collana Vele Lingue indo-europee
Homo sum. Essere «umani» nel mondo antico Bettini Maurizio - Einaudi, 2019 - Vele
Questo libro inizia con un episodio dell'Eneide: il naufragio dei Troiani sulle coste di Cartagine (nei pressi dell'odierna Tunisi, nel canale di Sicilia) mentre sono diretti in Italia. Enea e i suoi vengono accolti dalla regina Didone in nome dell'umanità e del rispetto verso gli dèi, perché le frontiere si chiudono di fronte agli aggressori, non ai naufraghi. Scrive Bettini: «Ci sono troppi dispersi nel mare che fu di Virgilio, troppi cadaveri che fluttuano a mezz'acqua perché quei versi si possano ancora leggere solo come poesia. Sono diventati cronaca». Il libro propone dunque una triplice esplorazione della cultura antica alla luce di ciò che oggi definiamo "diritti umani": per scoprire in Grecia e a Roma alcuni incunaboli della Dichiarazione; per misurare gli scarti che su questo terreno ci separano dalla società e dalla cultura antica; infine per mettere in luce alcune specifiche forme culturali in base alle quali Greci e Romani si ponevano problemi equivalenti a ciò che oggi definiamo diritti umani. Ancora una volta, riflettere sul mondo antico ci aiuta ad orientarci nel presente.
Mia lingua italiana. Per i 150 anni dell'unità nazionale Beccaria Gian Luigi - Einaudi, 2011 - Vele
Quante sono state le mancanze e i ritardi nel processo, forse non del tutto ancora riuscito, che ha portato l'Italia a essere una nazione unita giusto centocinquanta anni fa? Ma se l'Italia è giovane e fragile, l'italiano è una lingua che trova la sua forza e la sua ricchezza in una fulgida tradizione letteraria, una lingua che ci ha insegnato cosa significasse essere italiani, e non soltanto fiorentini o lombardi, piemontesi o siciliani. Le diversità sarebbero rimaste tali se non ci fossimo confrontati e uniti sotto il segno di una lingua comune. Gian Luigi Beccaria percorre con passo leggero la storia delle patrie lettere con l'obiettivo di mostrare che le radici del nostro paese affondano innanzitutto nella continuità e nella durata di una lingua, nei grandi capolavori del passato, nella ricchezza dello scambio tra la lingua colta e i dialetti materni.
Poesia non poesia Berardinelli Alfonso - Einaudi, 2008 - Vele
Intorno alla metà degli anni Settanta, finita l'epoca dell'impegno e dello sperimentalismo, nella poesia italiana la coscienza storica era azzerata, si ricominciava a scrivere in un presente che non riconosceva piú nessun privilegio al passato moderno e novecentesco ed era lecito fare remunerativi o gratuiti salti all'indietro nel museo della poesia di ogni epoca (i modelli potevano essere Lucrezio o Cavalcanti, Donne o Metastasio, indifferentemente). I versi liberi, oppure rigidamente metrici. Tanti poeti, tutti poeti. Ma il prezzo da pagare è stato che la poesia oggi non è piú al centro del sistema letterario, è diventata insignificante, scarsamente letta, con valori indecifrabili. Per Alfonso Berardinelli i veri nemici della poesia oggi sono diventati i poeti, che scrivono con faciloneria, protetti dalla nobiltà del genere letterario. La poesia oggi va difesa da se stessa, cioè da tutto ciò che l'ha resa omologa al mondo culturale cosí com'è. I poeti devono rifiutarsi di sentirsi garantiti nominalmente dalla tradizione della poesia, da quel genere nobile che garantirebbe, senza riscontri nei testi, eccellenza.