Vele Libri
Libri pubblicati nella collana Vele Lingue romanze, italiche e reto-romanze
Mia lingua italiana. Per i 150 anni dell'unità nazionale Beccaria Gian Luigi - Einaudi, 2011 - Vele
Quante sono state le mancanze e i ritardi nel processo, forse non del tutto ancora riuscito, che ha portato l'Italia a essere una nazione unita giusto centocinquanta anni fa? Ma se l'Italia è giovane e fragile, l'italiano è una lingua che trova la sua forza e la sua ricchezza in una fulgida tradizione letteraria, una lingua che ci ha insegnato cosa significasse essere italiani, e non soltanto fiorentini o lombardi, piemontesi o siciliani. Le diversità sarebbero rimaste tali se non ci fossimo confrontati e uniti sotto il segno di una lingua comune. Gian Luigi Beccaria percorre con passo leggero la storia delle patrie lettere con l'obiettivo di mostrare che le radici del nostro paese affondano innanzitutto nella continuità e nella durata di una lingua, nei grandi capolavori del passato, nella ricchezza dello scambio tra la lingua colta e i dialetti materni.
Poesia non poesia Berardinelli Alfonso - Einaudi, 2008 - Vele
Intorno alla metà degli anni Settanta, finita l'epoca dell'impegno e dello sperimentalismo, nella poesia italiana la coscienza storica era azzerata, si ricominciava a scrivere in un presente che non riconosceva piú nessun privilegio al passato moderno e novecentesco ed era lecito fare remunerativi o gratuiti salti all'indietro nel museo della poesia di ogni epoca (i modelli potevano essere Lucrezio o Cavalcanti, Donne o Metastasio, indifferentemente). I versi liberi, oppure rigidamente metrici. Tanti poeti, tutti poeti. Ma il prezzo da pagare è stato che la poesia oggi non è piú al centro del sistema letterario, è diventata insignificante, scarsamente letta, con valori indecifrabili. Per Alfonso Berardinelli i veri nemici della poesia oggi sono diventati i poeti, che scrivono con faciloneria, protetti dalla nobiltà del genere letterario. La poesia oggi va difesa da se stessa, cioè da tutto ciò che l'ha resa omologa al mondo culturale cosí com'è. I poeti devono rifiutarsi di sentirsi garantiti nominalmente dalla tradizione della poesia, da quel genere nobile che garantirebbe, senza riscontri nei testi, eccellenza.