Vicus Testi E Documenti Di Storia Locale Libri
Libri pubblicati nella collana Vicus Testi E Documenti Di Storia Locale Guide ai viaggi e alle vacanze
La Romagna perduta. Alla scoperta di sentieri e paesi dimenticati nelle vallate dell'alto e medio Appennino Cortesi Ferruccio Iacono Isidoro Carla - Il Ponte Vecchio, 2012 - Vicus. Testi E Documenti Di Storia Locale
Con grande dovizia di richiami storici e con un apparato fotografico d'eccezione, il libro ripercorre sentieri, dorsali di monti, valloni sperduti e visita castelli, chiese e conventi e frammenti di paesi che quasi non esistono più. E poi le strade appena segnate da antichi lastricati, quelle che hanno collegato in tempi lontani i fondovalle dei nostri Appennini, risalendo sui crinali che si affacciano su panorami sempre più ampi e dischiudendosi su orizzonti che tolgono il respiro e ci regalano ancora una volta la meraviglia e lo stupore. Sono cinque gli itinerari: il crinale che da Rocca San Casciano conduce a Premilcuore, con una sosta quasi obbligata a San Donnino in Soglio, antica abbazia benedettina che ebbe una storia illustre nei secoli dell'età di mezzo; il crinale meldolese tra il Bidente e il Voltre, dove si incontrano Castelnuovo, Montevescovo, Scardavilla e il "ricostruito" castello di Teodorano; la Val di Savio, tra Sarsina e il lago di Quarto; i dintorni di Premilcuore verso l'Alta Valle del Rabbi; l'Alta Valle del Savio e la Valle del Borello.
Guida di Cesena città malatestiana Capellini Denis Bianchi Federica Senni G. Paolo - Il Ponte Vecchio, 2001 - Vicus. Testi E Documenti Di Storia Locale
Guida di Cesena città malatestiana - Il Ponte Vecchio
Le vallate del forlivese e i loro tesori. Arte, personaggi e storia. Tramazzo, Montone, Rabbi, Bidente. Ediz. a colori Grementieri Patrizia - Il Ponte Vecchio, 2026 - Vicus. Testi E Documenti Di Storia Locale
Patrizia Grementieri ci offre un viaggio coinvolgente attraverso le quattro valli forlivesi - del Tramazzo, del Montone, del Rabbi e del Bidente - con uno spirito che va ben oltre la cultura che diremo semplicemente del geografo: muove la sua scrittura un amore intenso per la terra della sua vita e perciò, mentre percorre fiumi e vallate, ed indugia su campanili e villaggi e ogni altro andirivieni del suo percorso, non cessa di suggerirci - pur consapevole che una simile idea alimenta il folclorismo della nostra terra - che ogni lembo di paesaggio spiega inequivocabilmente il carattere del Romagnolo, uomo o donna che sia, i sogni, i progetti, i saperi, le speranze e le attese dei singoli: come del resto avviene ovunque e come sempre, ma forse, da noi, con una intensità senza paragoni. Non per caso, Pasolini scriveva che i romagnoli sono come tutti gli italiani ma italiani all'eccesso. Per queste dimensioni, le quattro valli vivono di vita vera, badando a mostrarsi nel fascino dei loro orizzonti. Passano così rocche e castelli, necropoli e chiese, oratori e acque termali, ville romane e case delle fate, e anche campioni dello sport e preti partigiani, celebri pittori ed eroine della Resistenza, scienziati e poeti: insomma, il paesaggio, l'arte figurativa e la poesia, la storia infine e l'urbanistica di incantevoli luoghi dell'uomo.