Ancora Libri
Libri pubblicati nella collana Ancora di Genere Scienze Sociali
La società chiusa in casa. La libertà dei moderni dopo la pandemia Corbellini Gilberto Mingardi Alberto - Marsilio, 2021 - Ancora
Ogni evento è unico, ma la pandemia che ha stravolto il mondo in questi due anni non è così diversa dalle epidemie che l'hanno preceduta. A essere diverse sono le società umane: mai così progredite. La paura sembra però aver annichilito la nostra razionalità. Davanti al virus ci siamo comportati come i nostri antenati, che non avevano a disposizione le conoscenze scientifiche e la tecnologia del terzo millennio. Abbiamo sostenuto decisioni disastrose, quali le chiusure scolastiche, e ci siamo affidati a riti apotropaici di massa, come la prima vaccinazione in tv. Perché è potuto succedere? È forse l'ennesima conseguenza del tentativo di rimuovere l'incertezza facendo ricorso a spiegazioni semplici e finalistiche? Andando controcorrente, a partire dalla teoria dell'evoluzione e dalla difesa dei valori liberali, gli autori si interrogano sulla centralità nella nostra storia del rapporto fra comunità umane e micro-parassiti. Per avere società aperte, è stato necessario che i rapporti sociali non fossero messi in crisi dalla paura del contagio: progresso scientifico, avanzamenti della medicina e idee liberali sono andati di pari passo. Almeno fino a oggi. Ponendoci di fronte alle domande fondamentali sul mondo che intendiamo costruire, Corbellini e Mingardi provano a salvare quanto è rimasto della responsabilità individuale in un clima di ubriacatura per un ritorno a un'idea antica o collettivista di libertà: quella in vigore ai tempi in cui le società non sapevano e non potevano nulla contro epidemie e pandemie. E davano la caccia ai capri espiatori.
Chiudete internet. Una modesta proposta Rocca Christian - Marsilio, 2019 - Ancora
La rivoluzione digitale ha cambiato la nostra quotidianità, ha ridisegnato radicalmente il mondo che abitiamo, offrendo possibilità inaudite di sviluppo, di conoscenza e di divertimento. Allo stesso tempo, però, la promessa di nuova libertà si è rivelata campo di battaglia per altri monopoli, terreno fertile per interessi opachi, conflitti e forme crescenti di controllo e dispotismo. Osservatore entusiasta dei fenomeni della rivoluzione digitale riguardo all'avanzamento della libertà, alla riduzione della povertà globale e alla costruzione del mito dell'incontenibile progresso economico e tecnologico di questi anni, Christian Rocca lancia un duro j'accuse contro la società che vuole fare a meno della competenza e dell'esperienza. A minacciare seriamente il mondo contemporaneo è l'idea che i social network siano strumenti neutri e quindi non responsabili delle informazioni che veicolano. In un pamphlet che è allo stesso tempo sfida ambiziosa e proposta provocatoria per rivendicare i nostri diritti di cittadini digitali, l'autore definisce la necessità e analizza i vari modi possibili di regolamentare le grandi piattaforme digitali. Altrimenti non ci saranno rimedi da opporre alla fine del mondo come lo conosciamo.
A marcia indietro. Il Sessantotto e la modernità De Michelis Cesare - Marsilio, 2017 - Ancora
A Novecento concluso, a cent'anni dal termine del primo conflitto mondiale, si possono tentare bilanci e ripensamenti: cos'è intanto accaduto, cos'è radicalmente cambiato, cosa abbiamo conquistato e cosa perduto. Forse, mettendosi al centro di quel secolo intero, nel Sessantotto, in occasione del cinquantenario, si può arrischiarsi ad abbracciarlo tutto in uno sguardo d'insieme che ne disegni il percorso al di fuori degli schemi ideologici in cui lo abbiamo sinora inquadrato e oltre ogni retorica celebrativa. In questo pamphlet Cesare De Michelis ci prova con spregiudicatezza persino avventata: tutto il Novecento visto dal Sessantotto per immaginare il nostro destino, quale futuro ci aspetta. Se il secolo scorso, quantomeno nella prima parte, è il secolo della modernizzazione, non sarà che nel Sessantotto esso annuncia già il proprio pentimento e prova a tornare indietro restaurando i grandi valori perduti del passato abbandonato a se stesso? La grande illusione rivoluzionaria dei giovani di allora non è un'estrema apologia di un mondo perduto? Un cambiare tutto perché tutto torni come prima?