Rendere Visibile Libri
Libri pubblicati nella collana Rendere Visibile di Genere Metafisica
L'apparizione del senso. Estetica ed esperienza religiosa Ghilardi Marcello - Orthotes, 2025 - Rendere Visibile
L'idea di fondo di questo saggio è un cambio di segno del significato dell'apparire, che da strumento illusorio e ingannevole di conoscenza, eventualmente invocato in alcuni momenti per intrattenersi o per sopportare la vita, si scopre essere essenziale alla manifestatività del vero, si scopre piena affermazione di vita. Al contrario del concetto di apparenza, quello di apparizione indica l'emergere di un senso che conferisce forma e orizzonte all'esistenza, a partire dal ruolo fondamentale dei sensi e da quel luogo di particolare intensificazione che è l'esperienza dell'immagine nell'arte. In questo costituirsi sensibile del senso, in quanto possibilità di orientamento, l'esperienza estetica si intreccia con quella religiosa - da intendersi non come pratica confessionale, ma come atteggiamento antropologico di fondo. La dimensione religiosa connette, intesse legami, crea relazioni tra soggetti, tra spazi e tempi, tra il visibile e l'invisibile. L'apparizione, l'attenzione al fenomeno, diviene cifra di un incontro integrale con il vivere. E l'esistenza non si riduce dunque a quella di un io psichico, bensì si amplia e si prolunga nell'intreccio - e non nell'opposizione dualistica - di sé e altro da sé, di materiale e spirituale, di immanenza e trascendenza, senza più nemmeno fissarsi in queste categorie.
L'aurora inapparente. «Upanishad», Bruno e Böhme nella metafisica giovanile di Giorgio Colli Boi Ludovica - Orthotes, 2024 - Rendere Visibile
La filosofia di Giorgio Colli si sviluppa nel profondo dialogo con il misticismo. Quest'ultimo permette di significare l'altrove della ragione moderna, il cui problema è per Colli la perdita del nesso con ciò che la origina. La concezione di un logos sostanziale, infatti, ha oscurato il rapporto tra logico e prelogico, che Colli intende come espressione, ricorrendo, cioè, all'ipotesi di un elemento immediato che precede la ragione e nel quale essa culmina e rifluisce. Nel misticismo il logos torna a essere espressione, in quanto l'unico modo in cui può darsi è come segno di un'esperienza. Questo libro intende ricostruire i punti di contatto storici e tematici tra la genesi della filosofia dell'espressione e alcuni capisaldi del misticismo filosofico occidentale e orientale: l'esperienza della non-dualità di individuo e cosmo nell'antichissima dottrina indiana è posta in continuità con gli insegnamenti dei primi pensatori greci, per i quali l'intuizione è sovraordinata all'orizzonte discorsivo. Il dio desiderante di Böhme, il personaggio del furioso eroico che anima le pagine di Bruno, sono figure che tentano di saldare la cesura tra pensare ed essere. A ciò guarda Colli per restituire al logos la memoria del prelogico e per interpretare le nostre vite individuali come espressione dell'Uno-tutto.
Il vuoto e la differenza. Decostruzione e vacuità della metafisica Bon Emma Lavinia - Orthotes, 2026 - Rendere Visibile
Il pensiero di Jacques Derrida muove da un'intuizione fondamentale: che le strutture concettuali della metafisica sono determinate in maggior misura da ciò che occultano o rifiutano piuttosto che da quanto pretendono di affermare. Se, quindi, è vero che la metafisica occidentale è stata dominata da un persistente horror vacui, è allora necessario ammettere che in essa il vuoto è presentissimo - come se la sua inconsistenza ne rendesse impossibile la definitiva cancellazione. L'horror vacui rappresenta il rifiuto, da parte della metafisica, di scoprire la vacuità delle proprie strutture che la decostruzione porta, invece, a manifestazione. La decostruzione mostra, in altri termini, la persistenza del vuoto nella divaricazione differenziante sempre in atto all'origine di ogni cosa. Il vuoto è immanente alle cose in quanto insistenza, in esse, della loro originaria infondatezza. Tale complicità tra vuoto e differenza è articolata, all'interno di questo libro, in un itinerario che muove dal vuoto democriteo alla kenosis mistica, giungendo infine alla ?ûnyatâ, la vertiginosa vacuità che, nella tradizione buddhista, è il centro vuoto, centripeto e centrifugo, di ogni esperienza mondana.