Romae Libri
Libri pubblicati nella collana Romae di Genere Arti
La Roma di Caravaggio. I luoghi dell'artista nell'urbe Arnaldi Valeria - Olmata, 2025 - Romae
Capelli neri, ricci, scomposti, occhi scuri, sguardo intenso. La freschezza dell'età che si fa luce sulla pelle. L'espressione languida di una gioventù che si offre al mondo, ma la determinazione di chi vuole prendere. È giovane Michelangelo Merisi quando arriva a Roma, ha poco più di vent'anni ma è già pienamente consapevole del suo talento e, soprattutto, è convinto del successo che il destino ha in serbo per lui. Giunto in città come uno dei tanti pellegrini - entrò nell'Urbe da Porta del Popolo - ben presto conquistò fama, protezioni potenti e grandi commissioni, senza però mai perdere il suo temperamento fumantino. Sono molti i luoghi che conservano memoria del suo periodo romano: Campo Marzio, dove si trovava la bottega del Cavalier d'Arpino, l'ospedale della Consolazione, via di Pallacorda, oltre, ovviamente, ai luoghi dei suoi capolavori, da Santa Maria del Popolo a San Luigi dei Francesi. E oltre. Tra palazzi nobiliari, chiese e strade, un itinerario alla scoperta dei luoghi della sua quotidianità e delle sue opere per rivivere le atmosfere della Roma del passato, collerica, tormentata, egocentrica, ma anche rivoluzionaria, che cercava il sacro nel profano. Un modo per ripercorrere la vita di Caravaggio, i suoi sogni, le sue delusioni, la sua passionalità, anche i suoi tormenti. E per rileggere Roma con uno sguardo d'artista.
Haring, Warhol e Co. I luoghi della pop art a Roma Arnaldi Valeria - Olmata, 2024 - Romae
È stata la Cappella Sistina a stregare Keith Haring, quando nel settembre 1984 ha visitato Roma. In quel soggiorno, l'artista esplorò la città, ne conobbe sentimento e vitalità, poi realizzò un lungo graffito, con alcune delle sue "forme" iconiche, dal canide all'uomo in rivolta, sulla facciata laterale di Palazzo delle Esposizioni. Dipinse anche sulle pareti trasparenti del ponte Pietro Nenni. Di quelle opere non è rimasta traccia, nel corso degli anni, sono state entrambe cancellate, si mantiene però la memoria degli interventi, a ribadire la centralità anche "pop" della Capitale. L'Urbe fu meta di più soggiorni per Andy Warhol, che ne apprezzava il fermento. Roma ha un'anima pop, che è esplosa in particolare negli anni Sessanta, con la Scuola di piazza del Popolo, da Franco Angeli a Mario Schifano, da Mimmo Rotella a Giosetta Fioroni, da Renato Mambor, Pino Pascali e Giuseppe Uncini a Tano Festa, Jannis Kounellis e Gino Marotta. Da allora, più artisti hanno portato le loro suggestioni e fantasie su facciate di palazzi, muri, opere, mostrando sguardi inusitati sulla - e della - città. Una passeggiata tra luoghi, memorie e visioni della Roma "pop".