Studia Humaniora Libri
Libri pubblicati nella collana Studia Humaniora di Genere Metafisica
Il giardino interminato (nei dintorni dell'Io) Papparo Felice Ciro - Orthotes, 2020 - Studia Humaniora
«Voglio che si agisca e si prolunghino le faccende della vita finché si può, e che la morte mi trovi mentre pianto i miei cavoli, ma incurante di essa, e ancor più del mio giardino non terminato». Così scriveva Montaigne nel suo Filosofare è imparare a morire. Forse si può prendere questo auspicio come filo conduttore per una riflessione intorno all'Io. Montaigne sembra infatti lontano dai due atteggiamenti che vanno per la maggiore quando si tratta di Io. O la sua celebrazione, come se fosse l'unica cosa che conta al mondo, che va accresciuta attraverso le sue proprietà, stagliandosi sugli altri. O il suo svilimento, la sua sparizione, il suo essere ridotto a effetto sostanziale di proiezioni immaginarie. In questo libro si prova invece ad affrontare questo concetto, fra i più celebri e maltrattati dalla filosofia, individuandolo a partire da ciò che è nei dintorni dell'Io: il tu, gli altri, le cose, gli animali, gli oggetti, insomma, il "mondo" come groviglio delle contingenze e spettacolo della propria destinazione individuale.
Il cosmo e il piano. Genealogia e dissoluzione dello spazio moderno Boemio Marcello - Orthotes, 2026 - Studia Humaniora
C'è un gesto che inaugura la lunga transizione alla modernità politica prima ancora che essa disponga dei concetti per pensarsi come tale. È quello che compie Alessandro VI nel 1494 quando traccia una linea su una mappa ancora piena di zone vuote: la raya. Da quella linea nasce qualcosa di più profondo di una semplice spartizione coloniale. Non è una battaglia, né una rivoluzione, non una fondazione, ma è l'emergere di un piano astratto su cui tutto il resto potrà dispiegarsi. È qui che prende avvio la lunga transizione alla modernità: una trasformazione discreta e radicale del cosmo in spazio. Il cosmo e il piano segue quella trasformazione ripercorrendo la grammatica spaziale di mappe, immagini, oggetti-storia, fino alle foto di sonde interstellari, ricostruendo la formazione di quel trascendentale spaziale che ha reso possibile l'ordine politico moderno, ma anche le sue promesse di emancipazione e le sue violenze. Oggi che lo spazio si fa instabile, che eccede il piano che lo aveva reso governabile, continua tuttavia a essere attraversato dalle sue logiche. È in questa tensione che si situa il presente: tra un dispositivo che non regge più e l'impossibilità di pensare del tutto al di fuori di esso.
La dottrina non scrivibile Viscomi Marco - Orthotes, 2026 - Studia Humaniora
La tradizione platonica vuole che il fondatore dell'Accademia abbia riservato il nucleo più intimo del suo insegnamento a un profondo e imperscrutabile, vitale silenzio. Rubricata sotto l'accezione celeberrima di "dottrine non scritte" (?grapha dogmata), tale coscienza riguarda l'apice stesso della speculazione metafisica. Questa vetta non si lascia mai irrigidire nella forma statica del segno letterale, perché consiste nell'imperitura dialettica della verità, che è sempre vita vissuta e amore per la sapienza. Di qui il bisogno di addentrarsi nelle implicazioni abissali possedute dalla negazione e dal negativo, rispetto agli orizzonti di senso e di fondazione propri dell'essere. Attraverso il discernimento sulla nota affermazione spinoziana "omnis determinatio est negatio", le suggestioni del pensare conducono lungo i sentieri di un'interrogazione sempre più radicale. Sul ciglio di tali pendii, l'eredità platonica si disvela infine quale dottrina non-scrivibile: ?grapton dogma.