Utet Libri
Libri pubblicati nella collana Utet di Genere Storia E Geografia Della Chiesa
Catalogo dei santi ribelli. Storie di immigrati, ladri e prostitute che hanno cambiato la Chiesa Tondelli Leonardo - Utet, 2022 - Utet
Nel 374, Ambrogio viene acclamato dai fedeli nuovo vescovo di Milano. Non avendo ancora ricevuto il battesimo e non sentendosi abbastanza preparato, Ambrogio fa di tutto per rifiutare la carica. Si narra che pur di convincere i cittadini della sua ineleggibilità comandò torture contro i suoi servi e organizzò un'orgia con amici e prostitute, finendo arrestato per schiamazzi e atti osceni. Non servì a nulla neppure il tentativo che fece di fuggire dalla città. I milanesi erano convinti della loro scelta, mentre il futuro santo e dottore della Chiesa, di diventare vescovo, non aveva alcuna voglia. E Ambrogio non è di certo il solo, tra coloro che ai popolano il calendario, a percorrere una strada accidentata verso la santità: nelle pagine di questo vertiginoso repertorio troverete migranti mediorientali e spregiudicati ricconi, donne costrette a vendere il proprio corpo prima del matrimonio con Cristo, uomini martirizzati - molto probabilmente - per le loro preferenze sessuali, e ancora femmine travestite da maschi e maschi travestiti da femmine, spie e assassini, esattori delle tasse e commercianti di schiavi. Oggi, mentre spesso i loro nomi vengono sventolati in difesa di una mal compresa fede nei valori tradizionali, vale la pena ridisegnare un ritratto di questi padri - e madri - della religione cattolica, liberandoli dai rigidi confini del santino, recuperando quella profondità umana che ha caratterizzato le loro vite. In questo Catalogo dei santi ribelli, Leonardo Tondelli raccoglie le parabole di fragilità e amore, redenzione e salvezza di chi, pur di opporsi al proprio destino, ha forzato i limiti morali della società del tempo, rifiutando convenzioni e credenze. Dagli evangelisti e dai protomartiri alla rinuncia di san Francesco, fino ad arrivare a Padre Pio, infatti, la strada per la santità passa attraverso la ribellione.
Persino la luna. 11 ottobre 1962: come papa Giovanni XXIII aprì il concilio Melloni Alberto - Utet, 2022 - Utet
Giovanni XXIII - il papa del concilio caramellato nella formula del "papa buono" - era stato eletto per essere un papa "di transizione" dopo il lungo pontificato di Pio XXII. E invece decise di convocare la Chiesa a concilio, prima e unica assemblea globale di pari sul pianeta: un'assise che lasciò preparare alla curia romana, trattenendo per sé pochissime decisioni e pochissimi nodi, fino all'apertura l'11 ottobre 1962, quando già sapeva della sua malattia. E quando decise di "aprire" il concilio: non solo in senso formale ma sostanziale. Alberto Melloni, una delle voci più autorevoli della ricerca storica sul cristianesimo, racconta quel momento, quel giorno nel quale il papa fa due discorsi, tanto diversi quanto epocali: la mattina in San Pietro, all'episcopato di tutto il mondo e agli osservatori delle altre Chiese, definendo le ragioni del concilio che aveva voluto; e la sera, nonostante non fosse preventivato, a una piazza affollata per una fiaccolata di saluto che ha segnato la storia del papato. Si svelano così subito i due lati della struttura spirituale di Giovanni XXIII: la sua capacità di cogliere e riformare il patrimonio della grande tradizione, ma anche di essere maestro dei fedeli comuni. All'allocuzione di inizio del Vaticano ii, pronunciata in latino, studiata al millimetro, scritta e riscritta, risponde il discorso informale della sera, improvvisato in italiano, nella sua cadenza bergamasca, in cui riprende e quasi traduce le dimensioni di paternità e fraternità che il concilio chiede alla Chiesa. Negli annali televisivi resta la frase celeberrima, in cui la carica più alta di una delle istituzioni più longeve mostra un cristianesimo dal volto umano: «Date una carezza ai vostri bambini e dite: "Questa è la carezza del papa"». Ancora non lo sapevamo, ma era l'inizio di una rivoluzione.
Storia dei templari in otto oggetti Cardini Franco Cerrini Simonetta - Utet, 2022 - Utet
Gerusalemme, 1120: nel cielo chiaro del mattino, dove prima risuonava il canto del muezzin, ora vibrano i rintocchi bronzei della campana del Tempio di Salomone. In questo luogo mistico, crocevia dei fedeli di varie confessioni, hanno da poco preso dimora i chierici guardiani dei caravanserragli e delle vie di pellegrinaggio verso la Città Santa. Da questa nuova casa hanno tratto il nome: templari. Ma di quella campana che tenne a battesimo i milites Christi oggi non resta che una fotografia in bianco e nero, scovata tra le carte d'archivio ora al museo Rockefeller. Con questa campana comincia la Storia dei templari in otto oggetti di Franco Cardini e Simonetta Cerrini, entrambi convinti che la Storia non si trovi soltanto racchiusa nei libri, ma anche e forse soprattutto nei reperti che il tempo lascia dietro di sé. Così una chiave, un cucchiaio, un sigillo, una formula magica, un reliquiario, un portale si rivelano scrigni prosaici di verità liberate dalla polvere del passato, dalle incrostazioni delle leggende. Questi oggetti raccontano in modo nuovo e originale la vicenda dei templari, ripercorrendone gli snodi principali e le sottotrame più segrete: conosceremo la reliquia della Vera Croce rubata da un sacerdote che, pentito, decide di lasciarla in custodia ai templari di Brindisi prima di essere gettato tra le onde; seguiremo le rocambolesche peripezie di Ruggero di Flor, il templare che si fece corsaro, e assisteremo alla retata francese in cui furono catturati più di mille milites tra cui Jacques de Molay, ultimo gran maestro dell'ordine. Risolveremo l'enigma dell'architettura templare, scopriremo che cosa aprivano le chiavi del Tempio e che cosa significa l'immagine dei due cavalieri sul loro misterioso sigillo; vivremo la quotidianità dei riti del cibo e del vino, la fedeltà che legava ogni templare al suo cavallo. Infine, sulla scia delle fantomatiche logge massoniche e rosacrociane, evocheremo la resurrezione postuma del loro mito tra verità e mistero, complotti e chimere, tutto infuso idealmente nell'ultimo oggetto, una preziosa tiara neotemplare del XIX secolo. Con rigore storiografico e viva curiosità, Cardini e Cerrini guidano il lettore tra le teche illuminate di un museo ideale, mostrando ancora una volta come la Storia si nasconda nei dettagli, spesso superando di slancio la fantasia dei romanzi.