Utet Libreria Libri
Libri pubblicati nella collana Utet Libreria di Genere Problemi E Servizi Sociali
LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia di una sostanza stupefacente. Con ebook Codignola Agnese - Utet, 2018 - Utet Libreria
19 aprile 1943. Albert Hofmann, chimico in forze all'azienda farmaceutica Sandoz di Basilea, inforca la bicicletta e si avvia verso casa. Sembra un giorno come un altro, se non fosse che ha appena assunto 250 microgrammi di dietilammide-25 dell'acido lisergico, un composto da lui stesso sintetizzato nella ricerca di uno stimolante della circolazione sanguigna. Ciò che accade durante il tragitto sconvolge la sua nozione del reale: visioni coloratissime, meravigliose e mostruose, percezioni di realtà parallele, terrori, euforie. E nato l'Lsd. Hofmann coglie subito le potenzialità della sostanza, in grado di squassare l'assetto delle sinapsi e portare a una "Ego dissolution", una tabula rasa dell'io che potrebbe sciogliere traumi, depressioni, emicranie, dipendenze. Per vent'anni sperimenta e contribuisce a diffondere l'Lsd nel chiuso dei circoli scientifici ma anche fuori, nel mondo che sta lentamente uscendo dall'incubo nero della guerra e che si interessa alle possibilità di questo colorato universo lisergico: non solo Aldous Huxley e le sue "Porte della percezione", ma persino Cary Grant sponsorizza l'Lsd come panacea della stressante vita moderna. Forse inevitabilmente, l'Lsd guadagna popolarità e si trasforma. Anche a causa di strani scienziati-sciamani come Timothy Leary, da farmaco diventa droga simbolo della controcultura, icona della "Summer of Love" e ponte verso la trascendenza orientale, tra l'India dei Beatles e la follia psichedelica di Syd Barrett. E così nel 1971 addirittura l'Onu ne mette al bando la sperimentazione e l'uso, relegandolo nel limbo delle sostanze proibite. Ma non sarà la fine: sfruttando tutti i possibili cavilli legali, alcuni ricercatori sparsi per il globo continuano sotterraneamente a lavorarci, mentre le energie creative dell'Lsd influenzano Steve Jobs e gli altri moghul della Silicon Valley. Tra psicanalisti visionari e contesse inglesi dedite alla trapanazione del cranio, ragni drogati e neuroscienziati che parlano coi delfini, Agnese Codignola districa i molti fili che compongono la stupefacente storia dell'Lsd, dalle origini fino al Rinascimento psichedelico di questi anni, in cui il rivoluzionario uso dei microdosaggi e le scoperte recentissime di David Nutt e Robin Carhart-Harris sulle connessioni neurali attivate dall'Lsd stanno riaprendo la strada della sperimentazione ufficiale per il "bambino difficile" di Albert Hofmann.
Ho sposato Pablo Escobar. La mia vita con il re dei narcos Henao Victoria Eugenia - Utet, 2018 - Utet Libreria
Victoria Eugenia Henao ha dodici anni quando vede per la prima volta Pablo Escobar a cavallo di una Vespa bianca e rossa, comprata a rate da un vicino di casa. Quindici anni quando lo sposa. Trentadue quando rimane vedova. Vedova del più famoso, pericoloso, sanguinario narcotrafficante della storia. Cosa significa vivere a fianco di un uomo dalla leggendaria ferocia, un mafioso che da piccoli traffici di provincia arriva a controllare un impero criminale sconfinato, un assassino e un dongiovanni che è anche un padre amorevole e un marito attento? Cosa significa avere la vita e l'anima completamente controllata da Pablo Escobar, finire vittima delle guerre che lui ha scatenato, restare sola dopo la sua morte a trattare per la propria vita e quella dei propri figli? Su Escobar e la sua parabola criminale sono ormai stati versati fiumi di inchiostro, e girati film e serie televisive. Ma nessuno può dire di averlo conosciuto più intimamente di sua moglie, mille volte tradita ma mai lasciata, ricoperta di regali e soldi a patto che non capisse troppo bene quale origine avessero, tenuta vicino il più possibile anche quando la vita era una fuga continua da attentati, forze dell'ordine, cartelli rivali. E la forza di questa straordinaria testimonianza è proprio il racconto della dimensione umana, della vita vissuta, dei sentimenti e dei dolori di una coppia: nonostante i difficili inizi, oltre i fasti di una ricchezza costruita sulla droga, lungo la spirale di violenza che finisce per minacciare la vita di tutta la famiglia, fino a dopo la morte di Pablo, che lascia dietro di sé un
Jack lo Squartatore. La vera storia Begg Paul - Utet, 2018 - Utet Libreria
Londra, autunno 1888. Nei bassifondi dell'East End, tra vicoli fangosi e catapecchie sbilenche, tra le urla degli ubriachi e i richiami delle prostitute, si aggira Jack the Ripper, lo Squartatore. Così lo chiamano gli strilloni dell'"Evening News" o dello "Standard" che si contendono i clienti agli angoli delle strade. In città non si parla d'altro. In poco più di due mesi, tra il 31 agosto e il 9 novembre, sono cinque le donne uccise e orribilmente mutilate dal suo coltello. A centotrent'anni di distanza, l'identità dell'autore di quegli omicidi rimane il grande mistero vittoriano. Quel che è certo, invece, è che Jack lo Squartatore fu molto di più di un semplice assassino. Secondo Paul Begg, uno dei massimi esperti in materia, possiamo addirittura considerarlo uno dei creatori della Londra moderna: una città che in quell'epoca traboccava di miserie e brutture di ogni tipo, denunciate sui giornali da un grande scrittore come George Bernard Shaw, ma ignorate con sufficienza dall'opinione pubblica britannica. Almeno fino ai delitti dello Squartatore, che ebbero una straordinaria risonanza mediatica, influenzando i mutamenti urbani degli anni successivi. In questa ricostruzione appassionante e documentata, grazie a una vivida descrizione degli ambienti ci immergiamo tra quei vicoli e incontriamo da vicino le vittime di Jack, i detective che gli hanno dato la caccia, i presunti colpevoli, moltiplicatisi ben presto alimentando le più svariate - e spesso fantasiose - teorie: dallo straccione al gentiluomo, dal pittore di fama al membro della famiglia reale, passando per avvocati, parrucchieri, ciarlatani, chirurghi. E attraverso l'analisi approfondita di archivi della polizia, relazioni alla camera dei Lord, carteggi inediti tra gli investigatori, ma soprattutto degli articoli di giornale del periodo, scopriamo che nella Londra vittoriana il potere della stampa, soprattutto quella popolare, era enorme. Al punto da contribuire in maniera decisiva alla creazione di una delle figure popolari più spaventose e longeve di tutti i tempi: l'archetipo del moderno serial killer.