Ars Medica Libri
Libri pubblicati nella collana Ars Medica
Il bouquet di peonie. Quaderno di viaggio all'ospedale. Ediz. illustrata - Itaca (Castel Bolognese), 2008 - Ars Medica
Questo libro raccoglie la maggior parte dei disegni eseguiti da Marie Michèle Poncet durante un suo ricovero negli ospedali S. Antoine e S. Maurice a Parigi, avvenuto a seguito di una frattura accidentale di femore mentre già era in cura per una malattia ematologica. Le immagini sono accompagnate da brevi didascalie e precedute e seguite da alcuni testi, in parte di Marie Michèle, in parte di medici amici di Marie Michèle, che hanno riconosciuto nei suoi disegni non solo il valore artistico di un'esperienza testimoniata, ma anche una valenza educativa e di conoscenza inerente la professione medica e infermieristica, al punto da desiderare di farne un libro destinato a pazienti e curanti.
Arte, scienza e conoscenza. Sui meccanismi con cui la ragione giunge a conoscere la realtà Bordin Giorgio - Itaca (Castel Bolognese), 2009 - Ars Medica
Il metodo scientifico si è affermato come modalità privilegiata per alcuni campi del sapere, e oggi si rischia di assolutizzarlo. Esiste invece un modo di conoscere, più immediatamente evidente nella dimensione artistica che non in quella scientifica, che impegna la ragione in uno sguardo aperto a comprendere ciò che non può essere dimostrabile o misurabile, ma è conoscibile. Questa modalità è essenziale anche per l'esistenza stessa della scienza. Il catalogo - che ripropone più ampiamente i contenuti della mostra curata da Giorgio Bordin e realizzata per il congresso 2009 di Medicina & Persona - muove le mosse dal concetto di arte medica per aprire un dibattito sul rapporto necessario e inestricabile tra arte e immagine, scienza e conoscenza. «Lo scienziato e l'artista, nell'evidente e sacrosanta distinzione del metodo che usano, sono accomunati nel loro punto di origine da una purità dello sguardo, da una disponibilità a cogliere l'enigmaticità del reale, a riconoscere ciò che va oltre la pura apparenza, dal gusto di obbedire al dato così com'è, senza i quali né scienza né arte potrebbero avere inizio. L'interdisciplinarietà allora non è un obiettivo, ma è la conseguenza di un cambiamento dello sguardo, di una recuperata coscienza del mistero da cui scaturisce ogni vera conoscenza umana».
Misurare il desiderio infinito? La qualità della vita Marenco P. (Cur.) Bordin G. (Cur.) - Itaca (Castel Bolognese), 2008 - Ars Medica
«La medicina si occupa sempre di più di rendere migliore la vita dell'uomo, anche quando non può più fare nulla per preservarla o prolungarla. Viviamo però (e non era mai successo prima) un clima culturale che considera le circostanze e le condizioni in cui ci troviamo a vivere, quasi più "decisive" del vivere stesso. Quasi che il desiderio strutturale dell'uomo di infinito ("di non finire") fosse sconfitto; come se la positività ultima della vita non fosse più un'esperienza possibile in determinate condizioni. Ma è ragionevole, possibile cercare di contribuire a migliorare la vita degli uomini, cercando di determinarne la qualità? E quali strumenti sono necessari, con quale metodo avvicinarsi ad un mistero così grande e profondo come quello della vita di ogni singolo uomo? "Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio", questa frase di Paolo indica forse l'unica condizione che rende qualsiasi tentativo umano, non violento né artificioso, ma fruttuoso di conoscenza e di bene. Tutto può essere misteriosamente positivo quando ci si accosta all'uomo, quando ci accostiamo ad un altro, ricordandoci del desiderio di infinito che costituisce la natura più profonda ed intangibile del nostro io. La mostra vuole essere un'avventura da percorrere, scoprendo in noi la ragione di tale prospettiva». (dall'introduzione di Felice Achilli)