Carte Semiotiche Libri
Libri pubblicati nella collana Carte Semiotiche
Carte semiotiche. La sintassi del visibile. Pratiche, estetiche e retoriche (2017) - La Casa Usher, 2019 - Carte Semiotiche
Accostare, confrontare, mettere in relazione: dispositivo capace di costruire nessi tra concetti, immagini e narrazioni per istruire percorsi interpretativi e cognitivi, il montaggio dischiude una serie di problematiche storico-teoriche che sollecitano a più livelli la ricerca semiotica e la teoria dell'immagine. La produttività di tale concetto è testimoniata dagli studi estetici, storici e antropologici che, fin dal secolo scorso, vi individuano un principio di comprensione delle trasformazioni culturali piuttosto che circoscriverne l'applicazione a un ambito d'analisi specifico. Ad esempio, Walter Benjamin nei Passagen-Werk indica la prima forma fenomenica del principio del montaggio in architettura, e Aby Warburg, come mostra il celebre Bilderatlas Mnemosyne, vi individua uno strumento efficace nella procedura di scoperta delle scienze umane e di analisi delle immagini. Il recente interesse suscitato negli studi semiotici, estetici e mediologici dai concetti di rimediazione prima e intermedialità poi ha riportato al centro del dibattito scientifico il montaggio come principio empirico e teorico di primaria importanza, estendendone il raggio d'azione e di validità pressoché a qualsiasi aspetto della vita socio-culturale umana. Il volume pone in dialogo distinte prospettiche teoriche (semiotica, estetica, storia e teoria dell'arte, media e visual studies) al fine di indagare le pratiche, le estetiche e le retoriche del montaggio in ambiti diversi - cinema, arti figurative, fotografia, letteratura - e mostrare la produttività di un concetto che è insieme principio comparativo e conoscitivo, ratio compositiva e modello epistemologico.
Carte semiotiche. Forme semiotiche dell'espressione politica (2018) - La Casa Usher, 2020 - Carte Semiotiche
L'actio è stata da sempre il "parente povero" della retorica classica. La ricognizione operata da Roland Barthes (1970) mostra lo statuto mutevole della retorica nel corso della storia occidentale della riflessione sul discorso: dalla restrizione della questione retorica all'elocutio e al gioco di figure in campo letterario, fino allo spostamento dell'inventio e della dispositio verso la teoria dell'argomentazione e l'analisi del discorso e all'omissione della parte relativa al pathos e all'emozione. Tuttavia, al margine di tali peripezie, l'actio non è mai stata oggetto, per quanto ne sappiamo, di indagine teorica privilegiata. Com'è noto, l'actio concerne la dimensione materiale e sensibile del discorso, la voce, la dizione, il ritmo, la gestualità, il corpo intero e il suo spazio di esibizione. Questo numero di "Carte semiotiche" intende restituirle tutto il suo peso nelle strategie persuasive e nell'efficacia del discorso politico. Di fatto, l'esplosione mediatica del XX secolo, e più ancora la rivoluzione digitale che nel XXI secolo vede lo sfruttamento politico dei social network e della loro viralità costitutiva, aprono uno spazio per l'actio un tempo insospettabile. Pertanto, non si tratta solo di riprendere la tradizione retorica, sottraendo all'oblìo un monumento perduto del nostro patrimonio, ma di interrogare lo spazio fenomenico dell'actio alla luce della teoria del linguaggio, e di trarne nuovi interrogativi e nuove chiavi di lettura del presente.