Centro Int Studi Ric Storico Militari Libri

Libri pubblicati nella collana Centro Int Studi Ric Storico Militari

Una straziante incertezza. Internati militari italiani fra guerra, morte e riconoscimenti da parte della Repubblica libro
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LIBRO   9788833139876

Una straziante incertezza. Internati militari italiani fra guerra, morte e riconoscimenti da parte della Repubblica Bassi Gabriele  Labanca Nicola  Masina Filippo   -  Viella, 2022  -  Centro Int.Studi Ric.Storico-Militari

L'oblio e il silenzio sembrano essere caduti, nei decenni della Repubblica, sulla vicenda delle centinaia di migliaia di internati militari italiani, cioè i soldati prigionieri dei tedeschi chiusi nei lager di prigionia o costretti al lavoro coatto fra il settembre del 1943 e la primavera del 1945: decine di migliaia vi persero la vita e i loro parenti incontrarono grosse difficoltà, dopo la guerra, per cercare di ottenere i giusti risarcimenti. In questo volume gli autori, sulla base della consultazione di fonti inedite e di un uso innovativo di quelle già note, portano alla luce decine e decine di storie degli Imi morti e dei loro parenti, mostrando diverse modulazioni di «strazianti incertezze» che vissero sia i soldati nei luoghi di prigionia sia i loro cari in patria nell'attesa del loro ritorno, e persino i loro familiari affannatisi nel tentare di ottenere - a volta per decenni - un riconoscimento da parte dello Stato democratico.

€ 33.00 € 31.35
LIBRO   9791257012250

Morto senza onore. I fucilati nella Grande Guerra. Vol. 1-2 Cappellano Filippo   -  Viella  -  Centro Int.Studi Ric.Storico-Militari

Nel corso della prima guerra mondiale, la durissima disciplina militare voluta dal Comando supremo condusse soldati italiani a fucilare altri soldati italiani. Fu una vicenda tragica, che pose enormi questioni di lealtà. Alcuni furono condannati in seguito all'operato di regolari tribunali militari, altri per sentenza di tribunali straordinari e speditivi, altri ancora per semplice decisione dei comandanti con fucilazioni sommarie, altri infine perché sottoposti a brutali decimazioni. Si veniva fucilati per insubordinazione, per diserzione, per resa al nemico: ma non tutti gli incolpati dello stesso capo d'accusa conobbero la stessa sorte, aggiungendo aleatorietà alla drammaticità. La pratica di intimidire i propri stessi soldati per mantenere la disciplina e lo sforzo bellico era comune ad altri eserciti della Grande guerra. Ma in Italia, proporzionalmente, si fucilò di più. Con queste fucilazioni il vertice militare voleva imporre l'assoluta necessità di continuare a combattere, anche se la vita nelle trincee era terribile, anche se gli assalti frontali sembravano logorare gli attaccanti non meno dei difensori, anche se gli scopi della guerra italiana non venivano spiegati alla truppa o parevano non essere condivisi da gran parte del Paese. Per primo Filippo Cappellano annota meticolosamente episodio dopo episodio, fucilazione dopo fucilazione, producendo un elenco di oltre novecento nominativi. La sua è la prima grande ricerca condotta nei maggiori archivi nazionali per dare un nome e un cognome ai soldati fucilati "per l'esempio" e per inquadrare questa vicenda nella questione più generale della giustizia militare e dell'impostazione politica della guerra italiana. Talora, la loro fine fu registrata con una sola annotazione: «Morto senza onore».

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in pubblicazione
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