Museologia Presente Libri
Libri pubblicati nella collana Museologia Presente
Il museo necessario. Mappe per tempi complessi. Nuova ediz. Bodo S. (Cur.) Cimoli A. C. (Cur.) - Nomos Edizioni, 2023 - Museologia Presente
Perché il museo "necessario"? Necessario a chi, per dire che cosa, entro quale orizzonte etico e politico, in un momento storico in cui da più parti si mette in discussione la legittimità stessa dell'istituzione museale? Secondo le variegate e autorevoli voci raccolte nel volume il museo è ancora, e più che mai, necessario, purché reclami il ruolo che gli spetta quale attore cruciale nella sfera pubblica, spazio di democrazia e presidio di pluralità. Gli autori scandagliano le dinamiche museali dall'interno, partendo da aree di expertise diverse quali la curatela, la gestione, la ricerca e il coinvolgimento del pubblico. Il loro pensiero e le loro pratiche possono essere di ispirazione sia per chi nei musei già lavora, sia per chi si sta formando alle professioni museali; ma saranno utili anche a chiunque rifletta sul ruolo centrale della cultura nella società contemporanea. Contributi di: Simona Bodo, James Bradburne, Anna Chiara Cimoli, Clémentine Deliss, Charles Esche, Aurélien Fayet, Giulia Grechi, Serena Iervolino e Domenico Sergi, Robert R. Janes e Richard Sandell, Dunja Kucinac e Ana Kutlesa, Bernadette Lynch, Claudio Rosati, Maria Vlachou, Esme Ward.
Musei, genere e queerness Moolhuijsen N. (Cur.) - Nomos Edizioni, 2026 - Museologia Presente
Rappresentare è mai stato un gesto neutro, scisso dal contesto socio-politico, culturale, scientifico dell'istituzione museale? Il volume indaga le modalità attraverso cui le istituzioni culturali, e i musei in particolare, possono assumere un ruolo attivo nell'interpretazione dei cambiamenti sociali relativi alle dimensioni del genere, della sessualità e delle relazioni, in un'ottica queer. Pensato come uno strumento di avvicinamento di tali argomenti per un pubblico di professionist*, student*, ma anche per chiunque insegni, scriva o faccia ricerca sociale, si tratta del primo saggio in italiano interamente dedicato all'approfondimento del rapporto tra queerness e museologia. In una coralità di punti di vista e seguendo l'imprescindibile approccio dell'intersezionalità, l* autor* danno particolare risalto a due prospettive: da un lato il contesto internazionale in cui, nell'ultimo decennio, si è sviluppata un'ampia letteratura, a cui verrà data evidenza sintetizzando le questioni e le tensioni di maggior rilievo sia sul piano concettuale sia operativo; dall'altro il panorama culturale italiano, dove stanno nascendo diverse pratiche di attivismo che hanno come scopo quello di scardinare stereotipi attinenti alla sfera del genere e della sessualità, promuovendo i diritti LGBTQIA+. Ne emerge una cornice sia teorica sia metodologica sulle possibilità che la cultura queer ha di esprimersi nelle istituzioni culturali, grazie a una presa di responsabilità rispetto alla necessità di partecipare a un dibattito globale per i diritti umani e la giustizia. Contributi di: Arent Boon, Anna Chiara Cimoli, Cesare Cuzzola, Emanuela Gilli, Viviana Gravano, Maria Giovanna Mancini, Dani Martiri, Margaret Middleton, Nicole Moolhuijsen, Nit Nahum, Richard Sandell, Giorgio Vaccari.
Restituire. L'elefante nella stanza dei musei occidentali Guermandi Maria Pia - Nomos Edizioni, 2026 - Museologia Presente
Per oltre un secolo, il dibattito sulle restituzioni dei patrimoni sottratti durante l'espansione coloniale è rimasto chiuso in un sistema di regole costruito dall'Occidente per proteggere se stesso e assetti di potere consolidati. Convenzioni internazionali, principi di non retroattività e narrative museali hanno trasformato la questione in un campo minato di ambiguità, ritardi e resistenze ideologiche. Restituire ricostruisce, con precisione storica e lucidità critica, l'articolato percorso che ha portato il tema delle restituzioni dalle aule ONU alle politiche dei musei, dalle rivendicazioni dei Paesi africani alle lotte delle comunità indigene nelle cosiddette settlement colonies. Esaminando passaggi normativi chiave - dalla Convenzione UNESCO del 1970 all'UNIDROIT del 1995 - il libro mostra come il diritto internazionale abbia spesso garantito la continuità delle gerarchie coloniali, più che la loro riparazione, depotenziando le richieste di restituzione; tuttavia, negli ultimi anni, l'impianto giuridico sembra riflettere un diverso atteggiamento politico e sociale. Nel saggio vengono presentati alcuni casi, dai celebri marmi del Partenone e bronzi del Benin, ad altri meno noti quali le teste degli animali dello zodiaco provenienti dal Palazzo d'Estate di Pechino, scelti come testimoni delle molte fasi che la storia del patrimonio coloniale ha vissuto, nei suoi aspetti politici, etici e legali. Muovendosi tra storia, politica, antropologia e diritto, Restituire rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l'idea occidentale di patrimonio culturale e di universalismo museale e mette in luce le visioni alternative emerse da movimenti indigeni e Paesi "source". Un viaggio nelle contraddizioni ancora aperte della giustizia culturale contemporanea e un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.