Ventagli Visivi Libri
Libri pubblicati nella collana Ventagli Visivi
Around overtourism Vitiello Maurizio - La Valle Del Tempo, 2026 - Ventagli Visivi
Recenti opere di Maurizio Bonolis, Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Annamaria De Vito, Datlas Erre, Carmela Infante, Franca Lanni, Emanuela Loscanna, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez saranno fruibili nell'esposizione, curata dal sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello, "Around Overtourism" al Centro d'Arte "Il Castello" di Maddaloni (CE). Il turismo globale, ormai corrente, se non imperversante, ha avuto, da alcuni anni, una fortissima crescita, tranne durante il periodo nefasto del Covid, accompagnando nutriti benefici economici, ma serba anche variegate problematiche collegate a un'eccessiva affluenza in alcune zone ad alta sensibilità. L'overtourism ha impatti ragguardevoli e altamente rilevanti sia sulla qualità della vita dei residenti e sia sull'esperienza turistica dei viaggiatori. Località iconiche, come Venezia e Napoli, due esempi icastici in Italia, devono affrontare varie difficoltà legate al sovraffollamento turistico. Le infrastrutture vanno sotto pressione, si riscontra un aumento dei costi e viene "toccato" il patrimonio culturale. Viaggiare è senz'altro un diritto, ma richiede, oggi, anche giuste consapevolezze e sicure responsabilità. Gli artisti invitati hanno avuto motivi per riflettere attivando considerazioni estetiche e sociali, secondo i propri codici linguistici. Hanno sostanziato attenzioni sugli urti ambientali, su possibili miglioramenti della gestione dei flussi turistici che potrebbero servire per garantire un equilibrio tra sviluppo economico e conservazione dei beni culturali. Questa mostra intende raccogliere, da alcuni qualificati artisti, delle considerazioni sul fenomeno rilevante dell'overtourism, che a ogni inizio di stagione estiva viene a emergere come condizione topica. È importante muoversi, viaggiare, conoscere altri emisferi, lidi, locations, ma sarebbe il caso di muoversi da "viaggiatori" e non da turisti "mordi e fuggi". Il tempo è necessario per comprendere e soppesare usi e costumi, abitudini e tempi degli altri popoli. "Metabolizzare" ciò diventa essenziale per entrare nell'"esprit" del luogo visitato, ma, anche, opportunamente, avveduti. Prendersi una pausa maggiore sarebbe più conveniente per poter elaborare un vissuto partecipe colla terra visitata. Certamente, bisogna rivedere i flussi turistici, specialmente per le isole - leggi, ad esempio: Capri, Ischia, Procida -, meta di esuberanti scie turistiche attirate da mete-top, ma anche per quelle città captative, tipo Venezia, Firenze, Roma, Napoli, quest'ultima, formidabilmente, quasi in testa alle mete preferite a livello mondiale, oggi "leader", sicuramente, come città-mondo, per la sua svolta attrattiva che attira, sempre più, in senso esponenziale. L'overtourism o sovraturismo/iperturismo è un fenomeno attuale per cui il numero di turisti in una destinazione "di grido" supera la sua capacità di gestirli, compromettendo negativamente la qualità e la tranquillità della vita dei residenti e l'esperienza dei visitatori stessi, causando affollamento, degrado ambientale e sociale, nonché una tirata tensione tra turisti e locali, spesso inasprita dai social media e dall'indiscussa ed evidente crescita del turismo di massa. Verso l'estate non si fa altro che parlare di overtourism, dato che mettono in luce due contraddizioni fondamentali: da un lato, si suggerisce che molti turisti non traggano reale beneficio dal viaggiare, come se fossero spinti da un bisogno superficiale o da una moda, piuttosto che da un desiderio autentico di scoperta; dall'altro, si sottolinea l'impatto negativo che l'afflusso di visitatori può avere sui luoghi stessi, che perderebbero autenticità o equilibrio proprio a causa della presenza turistica, insistita e fastidiosa. In questo senso, la breve frase "Il turismo è un'industria che consiste nel trasportare delle persone che starebbero meglio a casa loro,...
Indicazioni visive contemporanee. Catalogo della mostra Vitiello M. (Cur.) - La Valle Del Tempo, 2026 - Ventagli Visivi
La mostra "Indicazioni visive contemporanee", curata dal sociologo e critico d'arte Maurizio Vitiello, alla "Nuova officina solare", accogliente spazio molisano, chiama a raccolta artisti che hanno voglia di dire la loro, di pronunciarsi senza problemi. Per Termoli passa un turismo globale, ormai scorrevolmente fluente. Attrae la cittadina molisana esposta al mare, non lontana dalla Isole Tremiti, e di fronte alla Croazia. Sono presenti con opere recenti: Beatriz Cárdenas, Tiziana Corvino, Maria Pia Daidone, Pier Tancredi De-Coll', Annamaria De Vito, Natallia Gillo Piatrova Parmeggiani, Franca Lanni, Vincenzo Mascia, Mauro Molinari, Myriam Risola, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez, Maurizio Schächter Conte. L'arte si rinnova con grande velocità. I messaggi artistici vengono divorati in tempi stretti, estremi; sembra che i piani dell'arte si fagocitino. Non esistono più le dilatazioni del tempo per metabolizzare il nuovo, il possibile. Oggi, con questa mostra offriamo una linea interpretativa allargata sullo "status" dell'arte contemporanea coi suoi vari codici linguistici, canonici e avanzati, fattivamente elaborati da artisti qualificati. Il nuovo centro di Termoli, aperto all'arte contemporanea, accoglie una pattuglia di artisti, che merita attenzione per gli esiti di produzioni che s'indirizzano verso ricerche e novità. Certamente, il flusso continuo di immagini rinnova il profilo delle arti visive contemporanee, che muta ogni giorno, consistentemente. Vedendo questi lavori ci si renderà conto della bontà delle nuove istanze. L'attualità con tutte le sue complessità, tra post-covid e guerre diffuse, anche silenti e/o a bassa frequenza, viene considerata dagli artisti, sempre più vigili sul presente, che sta sempre più deragliando verso piani inclinati di negligenza esistenziale. Ma proprio le difficoltà sollecitano le visioni degli artisti, quelli attenti e sensibili seguono le vicende del mondo e non s'appartano. La fortissima crescita mass-mediatica accompagna gli studi e i lavori di giovani artisti e di sicuri emergenti, che affrontano con nuova dedizione e spirito volenteroso le svariate questioni del mondo odierno, dai conflitti alle stasi economiche. Oltre le chances operative fornite da nuovi dispositivi telematici, resistono ancora il pennello e la tela, nonché la fotografia, che ordinano sensibilità dispositive, accolgono e metabolizzano il nuovo, nel bene e nel male. Gli impatti attuali di ragguardevole complessità vengono rilevati da chi opera per sintesi estreme e da chi elabora per stadi successivi con tecniche consolidate. Gli operatori possono andare sotto pressione e riscontrare, di continuo, quelle asperità ragguardevoli che viaggiano sul filo rosso delle emergenze continue. Gli artisti hanno la possibilità di reagire e attivare una costellazione di riflessioni per riconsiderare formule estetiche e vicende sociali, facendo riferimento a scelti e propri codici linguistici. Visionare la sostanza delle loro attenzioni su tutti gli urti esistenziali è possibile. Importanti sono quelle opere che garantiscono equilibrio analitico sulle negligenze che si vivono. Questa mostra intende semplicemente raccogliere da alcuni qualificati artisti le loro semantiche dialettiche sui fenomeni di condizione topica. "Metabolizzare" e ricucire il senso della vita è sempre più opportuno e doveroso. Diventa essenziale essere avveduti. La capacità di gestire l'imponderabile, prodotto dalle negatività correnti, sarebbe auspicabile. Non è certo un miraggio, ma avvalorerebbe canali di speranza. Tranquillità nel mondo, tra evidenti tensioni e spietati avvolgimenti, è proprio condizione difficile da attuarsi. Contenute consistenze analitiche possono, indiscutibilmente, favorire crescite di coscienza. In quest'esposizione ogni artista incide proiezioni sulla realtà, tra pittura, digital-art e fotografia e spinge con autenticità la volontà della pace, sentiment...