Aracne Libri
Libri editi da Aracne con argomento Male SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Il male estremo. Fenomenologia del genocidio Alfieri L. (Cur.) - Aracne, 2021 - Il Cuore Nero
Il genocidio non è un atto di intolleranza, anche se spinto all'estremo. È la costruzione di un nemico. Di un nemico inerme, che non potrà mai vincere. Su cui si possono proiettare le proprie paure senza che si debba propriamente avere paura di lui. Nei cui confronti il diritto di uccidere è indiscutibile e illimitato. Nel genocidio non si prende una differenza e la si perseguita, ma si crea una differenza per poterla perseguitare. Perché? Per proiettare fuori la paura. Per sentirsi sicuri dentro solidi e indiscutibili confini. Per sentirsi forti ed eroici trionfatori sul male. Per compiacersi di essere buoni e giusti. Per stringersi meglio insieme in una presunta "identità". Per godersi una facile vittoria che fa sentire tanto, tanto potenti. O, molto semplicemente, per essere non-diversi, quindi normali.
Le figure del male Nano D. (Cur.) - Aracne, 2019
Cur malum? Unde malum? Che senso ha e da dove viene il male? Il male fisico: la malattia, il dolore, la morte. E il male morale: la sofferenza che gli uomini infliggono volontariamente gli uni agli altri. Interrogativi che accompagnano l'umanità lungo tutta la sua storia: nella continua ricerca di una sistemazione teorica di un argomento che rimane indefinibile e inconoscibile, incombendo inesorabile su di noi, ma non lasciandosi afferrare, e ponendo al tempo stesso continue e laceranti domande. Terribile e affascinante, irrazionale e devastante, oscuro e crudele, il male vive, con le sue molteplici figure, in più luoghi, fuori nel mondo e nel corso della storia, ma anche, nascosto e ignorato, dentro di noi, nei vortici della vita quotidiana. È ancora possibile dire qualcosa di una simile esperienza umana e psicologica, metafisica e storica, letteraria e artistica, già tanto analizzata e descritta? Dire qualcosa di un problema che da sempre è scandalo per la filosofia ed enigma per la teologia? "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere", suggerisce Wittgenstein, ma su questo inquietante mistero forse non è possibile tacere perché, con la sua presenza, è lì, nella nostra vita, e non finisce mai di interrogarci.