Bonanno Libri
Libri editi da Bonanno con argomento Goethe Johann Wolfgang Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1500 al 1800
I tre Goethe in viaggio per l'Italia Paumgardhen Paola - Bonanno, 2017 - Cultura Tedesca
Sogno o reminiscenza, l'Italia è la meta lontana di un viaggio che sul filo della nostalgia e della memoria si dipana lungo un secolo nella vita di tre generazioni di un'illustre famiglia tedesca: i Goethe. Johann Caspar Goethe, padre di Johann Wolfgang visita la penisola nel 1740 e annota inesauribili impressioni sulla classicità, sull'arte, sulla natura e sul popolo italiani. Tra il 1786 e il 1788 Johann Wolfgang von Goethe percorre tutta l'Italia fino alla scoperta della civiltà ellenica nell'estremo Sud europeo, la Sicilia. Suo figlio, August von Goethe, riprende nel 1830 il cammino per rinascere come i suoi avi nella felicità italiana, ma il suo tour termina tragicamente a Roma, dove è sepolto nel cimitero acattolico degli stranieri alla Piramide Cestia, un luogo che suo padre durante il suo viaggio italiano aveva profeticamente dipinto due volte. Il libro ripercorre attraverso una scelta di passi - in parte inediti - le tappe comuni dell'esperienza affascinante e straniante del Sud e in un'indagine comparativa ne restituisce visioni e suggestioni in unisono e in contrappunto.
Sulle tracce romane di Goethe Zapperi Roberto - Bonanno, 2011 - Wunderkammer
Sino a poco tempo fa si riteneva che durante il lungo soggiorno romano Goethe prendesse parte alla vita della città solo marginalmente e preferisse invece trascorrere le giornate in compagnia dei fidi amici tedeschi. Indagando i rapporti di Goethe col padre Johann Caspar, autore a sua volta di un "Viaggio in Italia" steso direttamente in lingua italiana, e le impressioni che tale lingua aveva suscitato nella sua infanzia, Roberto Zapperi ricostruisce i primi contatti del piccolo Johann Wolfgang con l'Italia. Con pazienza certosina e straordinario intuito Zapperi si pone sulle tracce che le esperienze romane di Goethe hanno lasciato ne "Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister" e ne analizza gli inevitabili influssi anche sull'idea che successivamente questi maturò dell'arte antica.
Icone dell'antico. Trasformazioni del mito nell'opera di Goethe Bosco L. (Cur.) Gambino R. (Cur.) Pulvirenti G. (Cur.) - Bonanno, 2011 - Wunderkammer
La storia di Fedra - la matrigna innamorata del figliastro Ippolito - è un mito fondamentale della cultura occidentale. Che il titolo della tragedia di Euripide rimastaci non sia Fedra bensì "Ippolito portatore di corona" forse non è un caso. Sembra alludere al fatto che al centro della tragedia non c'è la donna bensì l'uomo. D'altra parte è certo curioso che Fedra si ammazzi a metà dell'opera, togliendosi dunque di torno assai per tempo, scomparendo agli occhi del pubblico. Con l'uscita di scena di Fedra, la tragedia si svela per quello che è, nella sua essenza originaria e profonda: combattimento di maschi, incontro-scontro padre-figlio. Ippolito ha dei conti da regolare con il padre Teseo: perché è figlio bastardo, perché patisce la scomparsa della propria madre, una amazzone, una donna "che ha sofferto", dice Ippolito. Non dice di più; Euripide non racconta che sia stata uccisa da Teseo, come risulterà da altre fonti più tarde. Sul corpo della donna il padre e il figlio conducono una guerra spietata, che esprime le fragilità del maschio, le sue paure, il suo bisogno di essere rassicurato.