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Libri editi da Book Time con argomento Joyce James LETTERATURA E STUDI LETTERARI
James Joyce e il cinema Fanfoni Marcello - Book Time, 2022 - Paginedicelluloide
Fu un commento casuale della sorella Eve, nostalgica dei cinematografi di Trieste, a scatenare in Joyce un'inedita frenesia imprenditoriale: a Dublino mancava una sala cinematografica, e lui stesso vi avrebbe rimediato. Senza un soldo, se non quelli spesi per l'alcol, Joyce si mise alla ricerca di finanziatori. E li trovò. A fine ottobre affittò un edificio al 45 di Mary Street e due mesi dopo il primo cinematografo dublinese, il Volta, aprì i battenti. Ma l'avventura, purtroppo, non andò come aveva sperato. Una nuova pagina nella storia di James Joyce, in cui si racconta anche il rapporto tra il cinema e le sue opere: riuscirà il grande schermo a riprodurre la ricchezza e la voluttuosità della prosa joyciana senza che il film si riduca a mere e asciutte «citazioni dal libro con diapositive»?
Nel cuore della città di Joyce. La Dublino di Ulysses Fanfoni Marcello - Book Time, 2017 - Saggi
James Augustine Aloysius Joyce nasce il 2 febbraio 1882 nel sobborgo di Rathgar, Dublino, e questo sarà soltanto il primo degli innumerevoli domicili presso cui si troverà ad alloggiare nel corso della sua vita. Il 1904 è l'anno decisivo per Joyce: in Nassau Street incontra Nora Barnacle che diventerà sua compagna per tutta la vita, e che Joyce immortalerà nelle sue opere. L'8 ottobre 1904 Joyce e Nora partono per l'esilio auto-imposto che li terrà lontani dall'Irlanda per la maggior parte della loro vita. E Joyce, nel suo esilio, non solo imparerà «che cos'è il cuore e ciò che sente», ma realizzerà appieno lo scopo che si era prefissato, ovvero quello di «foggiare nella fucina della mia anima la coscienza increata della mia razza»: con "Ulysses" infatti Joyce forgerà una nuova coscienza per i suoi connazionali, libera dai veleni della religione, del moralismo, del nazionalismo sciovinista. Una coscienza moderna, pacifista, liberale, gioiosa, disinibita, guarita finalmente dalla paralisi, da quella «emiplegia della volontà» che Joyce aveva raccontato in "Dubliners", quando aveva svelato al lettore «lo spettacolo del mondo in catene». Di questo mondo in catene, Dublino è il punto di osservazione privilegiato. La metropoli ibernica diviene paradigma, archetipo, teatro dell'intera vicenda umana, e il percorrere la città, accompagnati dai diciotto capitoli di "Ulysses", sarà a un tempo un itinerario alla scoperta di Dublino, del cuore umano e di quella esperienza umana, di cui "Ulysses" è geniale e irripetibile summa.