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Libri editi da Bookstones con argomento Mal BIOGRAFIE E STORIE VERE
Il mistero di Leonida il Pazzo e i Malatesta di Sogliano e San Giovanni in Galilea Antonioli Andrea Peroni Alessandra - Bookstones, 2024
"Si dice che una sera all'ora di vespro andò in chiesa in camicia e, presa una berretta da prete in capo, con un messale aperto tra le mani, volto al popolo fingeva leggere voltando di quando in quando le pagine. Grande fu lo spavento della gente che ivi si trovava assistente ai divini uffizi. L'arciprete prima colle preghiere che a nulla giovarono, poi colla forza e col soccorso di robusti contadini lo presero e lo condussero a casa, dove fu con violenza serrato. Morì demente nel 1600 - 11 aprile. Nel Museo di San Giovanni conservasi un teschio umano che dicesi appartenere appunto a questo Leonida. Nel cranio sopra la fronte si vede una cicatrice che è già quasi rimarginata. Doveva però essere molto profonda e da toccare il cervello". La figura di Leonida (1562-1600), figlio di Cornelio Malatesta signore di Sogliano, è quasi completamente in ombra. Di lui, la storia ha tramandato quasi esclusivamente la propria pazzia e la leggenda un cranio conservato in un museo romagnolo, quello di San Giovanni in Galilea. Recenti studi storiografici, archivistici e paleopatologici hanno finalmente permesso di fare luce su questa vicenda.
Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe Delucca Oreste - Bookstones, 2016 - Le Turbine
Forte, bello, raffinato, elegantissimo; desiderato dalle donne, invidiato dagli uomini, odiato da molti, ammirato da tutti. Condottiero geniale, reputato il migliore; coraggioso e temerario, sempre in testa ai suoi uomini; ferito innumerevoli volte, eppure mai domo. Signore della guerra, ma disastroso in diplomazia; assolutamente incapace di districarsi nella ingarbugliata situazione italica di metà Quattrocento. Passionale e impulsivo, mutevole nelle opinioni e nelle alleanze, tanto da venire spesso considerato inaffidabile e pericoloso. Reso feroce e crudele dalla durezza delle mille battaglie; e tuttavia dolce con la madre, tenero coi figlioletti, poetico con l'amata Isotta. Così attaccato alla sua Rimini, dove riposano le ossa degli antenati, da esser disposto a morire mille volte pur di non scambiarla con qualunque altra città. Colto e sensibile, ha avuto la capacità di cogliere prima d'altri i fermenti artistici che stavano sbocciando in Italia. Pur avendo concluso la propria vita in un triste declino materiale, la cultura, l'intelligenza e l'acume del precorritore gli hanno ottenuto quel che la diplomazia o le armi non gli avrebbero comunque saputo mai dare: l'immortalità.