Carocci Libri
Libri editi da Carocci con argomento Cinematografia SCIENZE UMANE
Come fare filosofia con i film Mordacci R. (Cur.) - Carocci, 2017 - Studi Superiori
Il cinema pensa. Non lo fa solo nel caso dei grandi autori, ma ovunque registi, attori e pubblico si ritrovino, come per incanto, in un dialogo di immagini e idee. Tuttavia, se non disponiamo di una chiave di lettura per cogliere la densità sotterranea di un film, quest'ultimo scorrerà come un fluido su una superficie impermeabile. Avremo così perduto l'occasione di incontrare una verità, spesso tanto semplice quanto profonda, mostrata per via sensibile invece che concettuale. Se si impara a leggere un film con gli "utensili" della filosofia (concetti, ragionamenti, idee e persino teorie), si accede a un'esperienza più piena e più consapevole di ciò che il cinema ci presenta. E in tal senso che questo libro offre un metodo. Anzi, ne offre quattro. Per leggere ogni tipo di film, di qualunque epoca e per qualsiasi pubblico. Non sono i soli metodi possibili, ma sono quelli che, consolidati da una letteratura ormai ampia e approfondita, riassumono efficacemente i principali modi in cui la filosofia si è accostata al cinema e ha offerto agli spettatori, non meno che ai critici e agli autori, la ricchezza della propria millenaria tradizione.
La politica cinematografica del regime fascista Venturini Alfonso - Carocci, 2015 - Studi Storici Carocci
Attraverso un'originale ricerca presso archivi pubblici e privati, il volume ricostruisce l'intervento del regime fascista in campo cinematografico, a partire dagli inizi degli anni Trenta, con l'avvento del cinema sonoro, fino alla sua caduta, delineandone le strategie e le evoluzioni nel corso degli anni, così come emergono dall'analisi della legislazione e delle direttive prese dal ministero della Cultura popolare. La seconda metà degli anni Trenta, in particolare, è caratterizzata da un proliferare di iniziative in campo cinematografico, alcune delle quali, come la costruzione di Cinecittà, di rilevante portata anche per i decenni successivi, testimoniano le intenzioni del regime di dare vita a una cinematografia fascista; intenzioni che però cambiarono nel tempo anche per le diverse visioni che dell'industria e del mezzo cinematografico avevano gli uomini del regime che si alternarono ai vertici ministeriali. Lo studio è incentrato esclusivamente sul cinema di finzione, preso in esame sia dal punto di vista economico e produttivo, sia come mezzo espressivo usato dal regime a scopo propagandistico in maniera incostante e con alterni risultati.