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Libri editi da Carocci con argomento Migrazioni Antropologia
Minori migranti. Nuove identità transculturali. Nuova ediz. Di Nuzzo Annalisa - Carocci, 2020 - Biblioteca Di Testi E Studi
Nel corso dell'ultimo decennio le migrazioni hanno assunto forme e percorsi complessi che investono i nostri schemi di percezione del mondo e di relazione con l'altro, e di cui i rilevanti flussi di minori costituiscono un aspetto particolarmente drammatico e scottante. Questa edizione riveduta e aggiornata del volume Fuori da casa (2013) esamina il fenomeno alla luce dell'indagine antropologica ed evidenzia le implicazioni transculturali attraverso un rinnovato esame del campo sociale. Dalle parole di questi bambini e ragazzi o, come li definisce l'ONU in gergo burocratico, "minori stranieri non accompagnati" emergono schegge identitarie e frammenti di vissuto, storie significative e toccanti, itinerari di migrazione fatti di illegalità e crudeltà che possono però sfociare nell'integrazione. Attraverso l'antropologia delle migrazioni e l'indagine del campo sociale nei contesti campani, l'autrice non rinuncia alla ricognizione critica di ciò che avviene nelle strutture e delle pratiche di accoglienza e restituisce storie di erranze e di approdi, di fughe e di asili, di identità provate e di imprevedibili metamorfosi culturali. In mezzo a tanta sofferenza ci sono anche migrazioni dall'esito positivo, integrazioni pienamente realizzate, ragazzi a cui la molteplicità di esperienze e l'attraversamento di culture diverse hanno consentito di costruirsi un'identità che poggia su appartenenze plurime.
Fuori da casa. Migrazioni di minori non accompagnati Di Nuzzo Annalisa - Carocci, 2013 - Biblioteca Di Testi E Studi
Le migrazioni minorili costituiscono un aspetto particolarmente drammatico e scottante del più generale problema dei flussi migratori contemporanei. Dietro e dentro ognuna delle storie di questi bambini e ragazzi - minori migranti non accompagnati, come li definisce, in gergo burocratico, l'ONU - l'analisi antropologica svolta nel libro raccoglie schegge identitarie attraverso biografie e frammenti di vissuto che restituiscono visibilità a ciò che altrimenti andrebbe irrimediabilmente dimenticato. Questa lettura in chiave antropologica della presenza dei bambini migranti, direttamente osservati attraverso la ricerca sul campo e la riproposizione di storie significative e spesso toccanti, rappresenta una strada di migrazione fatta di illegalità sovrapposte, di crudeltà, ma anche di possibilità e di integrazioni. Attraverso l'indagine del campo sociale nei contesti periferici campani l'autrice non rinuncia alla ricognizione critica di ciò che avviene nelle strutture e pratiche di accoglienza e fa emergere storie di erranze e di approdi, di fughe e di asili, di identità provate e di imprevedibili metamorfosi culturali. In mezzo a tanta sofferenza ci sono anche migrazioni di successo, integrazioni pienamente realizzate, e si incontrano ragazzi diventati italiani, cui la molteplicità di esperienze e l'attraversamento di diverse culture hanno consentito di costruirsi una identità che poggia su una pluralità di appartenenze.