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Libri editi da Castelvecchi con argomento Wittgenstein Ludwig Storia della filosofia occidentale
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Scrivere il silenzio. Wittgenstein e il problema del linguaggio Sini Carlo - Castelvecchi, 2025 - Frangenti
Scrive Wittgenstein che le proposizioni filosofiche sono illustrazioni del mondo reale e possibile, o immagini logiche degli stati di cose che incontriamo nel mondo. Che cosa accomuna una parola come 'bastimento', i suoni della voce che la pronunciano, i tratti di penna della parola scritta, il disegno di un bastimento e la sua immagine nella nostra mente? Su questi enigmi si interroga il "Tractatus logico-philosophicus", ripercorrendo il problema fondamentale della filosofia: l'identità tra essere e pensiero. Quale immagine contiene il logos, così da rendere efficaci le nostre parole e i nostri pensieri sulla realtà? Sull'enigma dell'immagine si interroga Carlo Sini, prendendo sul serio le metafore wittgensteiniane e proponendo un percorso di «figure del mondo» che si presenta come un idea-le abbecedario o testo elementare dei fondamenti primi della filosofia. I lettori sono così sollecitati a una personale lettura interpretativa delle componenti grafiche e iconiche delle tavole che costituiscono il testo, atta a risvegliare in loro l'esercizio del pensiero. Di ciò di cui non si può parlare, concludeva Wittgenstein, bisogna tacere. Il percorso logico-figurativo di questi fogli esibisce un ulteriore e forse più profondo senso di questo motto: ciò che la parola, orlo del linguaggio, non può dire, lo si deve scrivere.
Quando il verbo si fa prassi. Wittgenstein su regole e regolarità Finestrella Paolo - Castelvecchi, 2019 - Master
La filosofia del linguaggio di Wittgenstein subisce una svolta decisiva grazie a una nuova comprensione del significato del "seguire una regola", in cui svolgono un ruolo decisivo la filosofia della prassi gramsciana e la nuova attenzione all'uso dei segni in un gioco linguistico. Gli appunti contenuti in Della Certezza si interrogano sul modo di intendere le proposizioni grammaticali e sulla loro condizione di possibilità. Wittgenstein afferma la compresenza nel linguaggio di grammatica logica e grammatiche storiche nate da certezze precognitive e attribuisce a una sfera biologica prenormativa di regolarità pratica il ruolo trascendentale nella formazione delle grammatiche. Questioni filosofiche di epistemologia, riguardanti le nozioni di dubbio, certezza e conoscenza sono affrontate da Wittgenstein in modo da confutare tanto la posizione realista di Moore quanto quella scettico-idealista di Cartesio. Nel momento di crisi, nel momento in cui la regola - o un sistema di regole - va in pezzi, emerge per Wittgenstein l'orientamento antropologico fondamentale della nostra specie, cioè la regolarità: un fondo bio-antropologico prenormativo, ma predisposto all'innesto di regole, che è la base non cognitiva per il formarsi delle certezze pratiche e grammaticali.
Scrivere il silenzio. Wittgenstein e il problema del linguaggio. Ediz. illustrata Sini Carlo - Castelvecchi, 2013 - Le Navi
Dice Wittgenstein che le proposizioni filosofiche sono illustrazioni; o anche immagini logiche degli stati di cose che incontriamo nel mondo. In altri termini: illustrazioni del mondo reale e possibile. Ma il problema è come possano esserlo. Che cosa accomuna una parola come bastimento, i suoni della voce, i tratti di penna della parola scritta, il disegno di un bastimento e l'immagine che si disegna nella nostra mente? Su questi enigmi si interroga il Tractatus logico-philosophicus, ripercorrendo il problema fondamentale della filosofia. Nei termini di Parmenide: come accade che essere e pensare siano il medesimo? Quale immagine contiene il logos, così da rendere efficaci le nostre parole e i nostri pensieri sulla realtà? Sull'enigma dell'immagine si interroga il testo, prendendo sul serio le metafore wittgensteiniane e proponendo un percorso di figure del mondo, che si presenta come un ideale abbecedario o testo elementare dei fondamenti primi della filosofia. Il lettore è così sollecitato a una personale lettura interpretativa e, per così dire, esecutiva delle componenti grafiche e iconiche delle tavole, atta a risvegliare in lui l'esercizio effettivo del pensare filosofico. Di ciò di cui non si può parlare, concluse Wittgenstein nel Tractatus, bisogna tacere. Il percorso logico-figurativo di questi fogli esibisce un ulteriore e forse più profondo senso di questo motto. Si potrebbe esprimerlo così: ciò che la parola, orlo del linguaggio, non può dire, lo si deve scrivere.