Cda Vivalda Libri
Libri editi da Cda Vivalda con argomento Alpini EUROPA
Arrampicarsi all'inferno. Tragedia sull'Eiger Olsen Jack - Cda & Vivalda, 2005 - Licheni
La cronaca di una delle più fosche tragedie avvenute sulla "montagna maledetta" ricostruita da Jack Olsen in un crescendo di suspense degno di un romanzo giallo. Nell'estate del 1957 i lecchesi Claudio Corti e Stefano Longhi tentano la prima ascensione italiana; in parete, due scalatori tedeschi si uniscono alla loro cordata. Un concatenamento di incidenti, uniti al maltempo e alla sfortuna, blocca i quattro uomini sulla montagna. Alpinisti di tutta Europa, tra cui Riccardo Cassin e Lionel Terray, accorrono per soccorrerli, ma dopo una serie di ritardi, errori e fallimenti, riescono a salvare soltanto il capocordata italiano, Corti. E su di lui, per quattro anni, gravano pesanti e ingiusti sospetti.
Ande patagoniche. Viaggi di esplorazione alla cordigliera patagonica australe De Agostini Alberto M. Grimoldi G. (Cur.) - Cda & Vivalda, 1999 - Licheni
L'attività esplorativa di De Agostini, giovane sacerdote inviato in missione nell'altro capo del mondo. I suoi contatti con le Ande Patagoniche risalgono all'estate australe 1916 e proseguono negli anni con assiduità e tenacia, alla scoperta e all'illustrazione di queste straordinarie montagne.
Le notti stellate del Karakorum Jelincic Dusan - Cda & Vivalda, 2006 - Licheni
Nel 1986 scalare un ottomila è ancora un'impresa straordinaria, riservata ad alpinisti affermati. Come Reinhold Messner, che sta per toccare l'apice della fama con il record dei quattordici giganti himalayani. Già per questo è del tutto inconsueta la storia del giornalista triestino che riesce a scalare un ottomila del Karakorum, affiancando alpinisti sloveni del calibro di Tomo Cesen e Silvo Karo. Ma in più, Jelincic diventa testimone della famosa estate dell'86 sul Baltoro, un'infernale girandola di maltempo e disgrazie in cui perisce tra i tanti Renato Casarotto. Calcata la vetta del Broad Peak, Jelincic e il compagno Stangelj rimangono bloccati dalla tempesta, da cui si salvano per puro miracolo, mentre sul vicino K2 quella stessa tempesta miete cinque vittime. Questo resoconto antieroico, da alpinista qualunque, svela i risvolti dell'esperienza estrema con un'intensità umana ignota agli eroi dell'himalaysmo.