Cesati Libri
Libri editi da Cesati con argomento Croce Benedetto Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
Accenni politici e polemici nei Taccuini di Lavoro di Benedetto Croce (1922-1949) Rizi Fabio Fernando - Cesati, 2024 - Strumenti Di Letteratura Italiana
Questo saggio esamina aspetti dell'attività politica e culturale di Benedetto Croce dal primo al secondo dopoguerra e cerca di chiarire la sua breve benevolenza verso il primo governo Mussolini, analizzando poi la sua costante opposizione al fascismo e la difesa degli ideali liberali e risorgimentali durante la dittatura, ricordando l'aiuto morale e materiale dato a coloro che furono perseguitati o costretti all'esilio dal regime. Inoltre, il volume analizza la critica di Croce alle teorie sulla razza e la sua opposizione alle leggi razziali quando furono promulgate prima in Germania e poi in Italia; ricorda anche la solidarietà data agli intellettuali ebrei, tedeschi o italiani, perseguitati e costretti a emigrare, spiegando i motivi della sua assenza dal Senato quando le leggi razziali furono votate per acclamazione. Chiudono due capitoli sui vari giudizi di Croce sul fascismo apparsi nei suoi scritti nel corso degli anni, che fanno giustizia della vulgata, attribuita a Croce, del fascismo come parentesi storica e visto invece da Croce come crisi degli ideali liberali nella società europea moderna per effetto dei movimenti legati all'attivismo e all'irrazionalismo.
Accordi, disaccordi e rottura nel carteggio tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile dal 1915 al 1924 Rizi Fabio Fernando - Cesati, 2026 - Strumenti Di Letteratura Italiana
Il volume esamina i rapporti politici e culturali tra Benedetto Croce e Giovanni Gentile dal 1915 al 1924, cercando di chiarire le ragioni che portarono alla fine della loro amicizia e della loro collaborazione, che fu prima filosofica e poi politica. L'autore mette in luce la diversa posizione assunta da Croce e da Gentile nel 1915 di fronte alla neutralità italiana e alla dichiarazione di guerra, ricordando anche le occasioni in cui Croce e Gentile furono in accordo, come quando rifiutarono l'idea di nazione basata su elementi naturalistici e razziali, e difesero il concetto di nazione come creazione storica; o nel condannare l'antipatriottismo dei socialisti massimalisti, incapaci di accettare il concetto di patria; o nel difendere la Riforma della scuola, fatta da Gentile come ministro della Pubblica istruzione nel 1923. Nell'ultima parte del libro si cerca di spiegare la rottura dell'amicizia tra Croce e Gentile avvenuta nel 1924, quando dopo il delitto Matteotti Croce passò decisamente all'opposizione e assunse la difesa degli ideali liberali del Risorgimento, mentre Gentile fece professione di radicalismo fascista e legò il suo destino alla fortuna e alla politica di Mussolini.