De Luca Editori D Arte Libri
Libri editi da De Luca Editori D Arte con argomento Roma Arte Stili artistici (non classificati per data)
Domenico Orsini e le arti a Roma alle soglie della rivoluzione Agresti Alessandro - De Luca Editori D'arte, 2019 - Vedere E Rivedere
Il principe e cardinale Domenico Orsini, colto bibliofilo, numismatico, appassionato di musica e poesia, riuscì a far convivere le sue diverse passioni nello splendore delle committenze che qui vengono ripercorse nella loro interezza. La documentazione rinvenuta nell'Archivio Orsini dell'Archivio Storico Capitolino di Roma ha permesso di far luce su episodi di mecenatismo finora sconosciuti e di ricostruire la complessa trama dei rapporti del porporato con le arti. Partendo dalla prima opera acquistata a soli ventuno anni, la grande scultura raffigurante "Diana cacciatrice" di Bernardino Cametti, si può affermare che quasi non ci fu pittore, scultore, argentiere o architetto della Roma del Settecento che non abbia avuto contatti con l'Orsini. Tra i dipinti più significativi si annoverano il "Ritratto di Giacinta Orsini Boncompagni Ludovisi, duchessa d'Arce" e "Benedetto XIV presenta l'Enciclica 'Ex Omnibus' al conte di Choiseul" di Pompeo Batoni o "L'apertura della Porta Santa" di Giovanni Paolo Panini, senza dimenticare le tele richieste a Marco Benefial, Andrea Locatelli, Jan Frans van Bloemen, Placido Costanzi, Domenico Corvi e Giuseppe Cades. Nel campo degli argenti lo straordinario "Servizio liturgico di Muro Lucano" di Luigi Valadier testimonia come il gusto di Domenico Orsini fosse forgiato sull'eccellenza, affidandosi agli artefici più insigni a lui contemporanei fino a quel fatidico 1789, quando la Rivoluzione Francese chiudeva un'epoca aprendone una nuova.
Castel Sant'Angelo e la grande guerra. Ediz. illustrata Ludovici E. (Cur.) Martinez E. (Cur.) - De Luca Editori D'arte, 2014
In occasione delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra, il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo e il Museo Centrale del Risorgimento espongono una selezione di armi e cimeli di guerra che, insieme alle testimonianze archivistiche e figurative, raccontano la Prima Guerra Mondiale lontano dai luoghi di guerra. Per l'occasione verrano riaperte due sale, la cui moderna decorazione a tempera del soffitto si lega all'istituzione del Museo di Castel Sant'Angelo (1925), originariamente destinato ad accogliere i cimeli dell'Esercito italiano. La rappresentazione naturalistica a 'trompe l'oeil', ispirata a temi patriottici e di guerra, si deve a Duilio Cambellotti.