Donzelli Libri
Libri editi da Donzelli con argomento Courbet Gustave ARTI
La modella senza volto. Indagine su un quadro scabroso Schopp Claude - Donzelli, 2018 - Saggi. Arti E Lettere
"L'origine del mondo" di Gustave Courbet è uno dei quadri più scandalosi della storia dell'arte. Esposta per la prima volta solo nel 1988 a New York, posseduta da vari collezionisti, ma sempre tenuta in qualche modo celata, di recente censurata da Facebook come materiale pornografico, la tela nasconde un mistero finora rimasto irrisolto: chi si nasconde dietro quel corpo completamente svelato di cui si omette però il volto? Sull'identità della modella si sono fatte nel tempo varie ipotesi, ma nessuna si è rivelata decisiva. Fino al giorno in cui Claude Schopp, uno dei massimi esperti di Alexandre Dumas, ha casualmente scoperto il suo nome studiando la corrispondenza inedita tra George Sand e Alexandre Dumas figlio. A partire dalla trascrizione sbagliata di una parola, da una frase all'apparenza senza senso e da un equivoco di interpretazione, l'autore arriva all'eccezionale rivelazione: la modella senza volto è Constance Quéniaux, allieva della scuola di ballo dell'Opéra, che diventerà amante del grande diplomatico e collezionista turco Khalil-Bey, personaggio vulcanico della Parigi di fine Ottocento, e poi signora rispettabile dell'alta società. Nel corso dell'indagine - impreziosita da un ricco apparato iconografico che segue le tappe della scoperta, tra lettere, foto e dipinti - prende vita il ritratto completo di Constance, che quando posa per Courbet ha 34 anni: non solo una ballerina e una cortigiana, ma una donna che ha lottato per elevarsi socialmente e per emanciparsi. Pagina dopo pagina, al mistero svelato della modella del quadro si sovrappone il ritratto di una donna del XIX secolo, e insieme a lei quello di un'intera epoca.
L'atelier. Courbet, l'Ottocento e il quadro del secolo Hofmann Werner - Donzelli, 2012 - Saggine
Quando Courbet presentò il suo quadro "L'atelier" all'Esposizione universale di Parigi del 1855, il pubblico non lo capì e le reazioni oscillarono tra disprezzo e ironia. Del resto, l'intento del pittore non era certo quello di compiacere il pubblico parigino, semmai di irritarlo. Le critiche oggi si sono spente ma "L'atelier" resta un quadro difficile e perfino enigmatico; il dipinto chiave del secolo, nella lettura di Werner Hofmann, interamente proiettato al superamento di quella realtà che pure rappresenta. Il quadro di Courbet si presenta, nell'analisi meticolosa di Hofmann, come un trittico nascosto, in cui nella dialettica tra natura e storia che domina la scena è proprio la natura in definitiva ad acquistare una preminenza assoluta. Si tratta di una natura umanizzata, quella rappresentata dalla relazione tra il paesaggio sul cavalletto del pittore, la donna seminuda che gli sta dietro e il bambino che osserva. È lo stesso Courbet a offrire, secondo Hofmann, una formidabile chiave di lettura per ogni interpretazione del proprio dipinto, definendolo un'"allegoria reale": nel bel mezzo del presente profano, si manifesta l'utopia di una società futura. La scena reale acquista così una dimensione allegorica. E qui che si rivela il valore esemplare dell'Atelier, il quadro in cui si rispecchia l'intimo dissidio di un secolo, l'Ottocento, in cui la realtà e il proprio superamento non potevano più coesistere.