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Libri editi da Donzelli con argomento Matteotti Giacomo BIOGRAFIE E STORIE VERE
L'antifascista. Giacomo Matteotti, l'uomo del coraggio, cent'anni dopo (1924-2024) Salvadori Massimo L. - Donzelli, 2023 - Saggine
«Giacomo Matteotti condusse una opposizione intransigente nei confronti del fascismo, la cui natura e pericolosità aveva acutamente compreso e denunciato per tempo. Fu l'uomo del coraggio. Per questo il fascismo volle che fosse consegnato alla tomba, così da farne tacere la voce». Il 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti, segretario del Partito socialista unitario, fu rapito e trucidato a Roma ad opera di una squadra di sicari fascisti, colpevole di aver osato in un celebre discorso alla Camera denunciare che le elezioni politiche svoltesi il 6 aprile di quell'anno erano avvenute in un clima di sistematiche violenze e di brogli sfacciati. Matteotti pagò con la vita il suo coraggio. L'assassinio fece traballare il governo Mussolini, aprendo una crisi gravissima nella politica e nella società italiane, superata da un lato per la debolezza dimostrata dalle opposizioni divise sul da farsi, e dall'altro per l'appoggio dato al governo dalla monarchia, dalla gran parte della borghesia e dall'esercito. Il delitto ebbe una eco enorme non solo in Italia. Matteotti entrò nella leggenda: fuori dai confini dell'Italia fascista egli divenne, negli anni del regime, il simbolo della lotta contro il fascismo; in un gran numero di piazze gli vennero eretti monumenti; pittori, scultori e poeti gli dedicarono opere. Durante la guerra di Spagna e la Resistenza combatterono Brigate ispirate al suo nome. In Italia, sconfitto il fascismo, la figura di Matteotti fu finalmente riscoperta, ma non fu celebrata come avrebbe meritato: il Partito comunista e anche quello socialista, nella fase in cui rimase ad esso subordinato, lo considerarono, per un lungo periodo, un «socialdemocratico», un «riformista», insomma un eretico. La giusta valutazione del suo pensiero e della sua opera è stata resa finalmente possibile a partire dagli anni ottanta, quando venne avviata la pubblicazione completa dei suoi scritti. Questo acuto saggio di Massimo L. Salvadori intende contribuire a rimuovere, a cent'anni di distanza, la patina dell'oblio, ma anche quella della pura e semplice celebrazione. Ma Matteotti fu soprattutto l'uomo del coraggio, come testimoniano gli scritti raccolti nell'appendice al volume, composta da un lungo articolo di Andrea Caffi, dal titolo Cronaca di dieci giornate, pubblicato il 30 giugno del 1924, a ridosso del sequestro e dell'assassinio Matteotti, ricostruendone le fasi e documentandone le responsabilità e le ripercussioni politiche; e da una breve scelta di articoli, lettere e discorsi di Giacomo Matteotti. La forza delle sue parole dimostra che egli fu un martire del fascismo esattamente perché ne era stato il lucido analista, l'accanito e conseguente avversario.
Giacomo Matteotti. Un riformista rivoluzionario Montali E. (Cur.) - Donzelli, 2015 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Nel pantheon dell'Italia democratica e repubblicana, Giacomo Matteotti è una figura tanto celebrata quanto sostanzialmente sconosciuta. Il grande leader socialista fu ucciso dai fascisti per la sua intransigenza nel denunciare il nascente regime. Fu ucciso dopo un discorso in Parlamento (30 maggio 1924) che è rimasto una delle più importanti testimonianze di coraggio e rispetto delle istituzioni della nostra storia e del quale Matteotti capiva perfettamente la pericolosità, tanto da prevedere, al termine dell'intervento in aula, la sua prossima fine. Questa morte tragica lo proiettò immediatamente tra gli eroi dell'antifascismo e ne fece un punto di riferimento della Resistenza, fino a diventare l'uomo cui è intitolato un numero di vie e piazze come a nessun'altra personalità italiana del Novecento. Eppure, quest'enorme popolarità di martire della democrazia lo ha proiettato in una dimensione metastorica. Spesso s'ignora chi fosse davvero, cosa avesse fatto e sostenuto nella sua lunga militanza, e quale eredità politica abbia lasciato. Giacomo Matteotti fu invece - come mostrano assai bene le differenti angolature dei saggi e delle testimonianze che compongono il volume - una figura poliedrica, a tutto campo: fu un politico colto e raffinato, conoscitore delle lingue, un giurista particolarmente impegnato negli studi penalistici, un amministratore locale (sindaco, consigliere comunale e provinciale a più riprese).