Edimond Libri
Libri editi da Edimond con argomento Arte ARTI
Roma città dell'anima. Viaggiatori, accademie, letterati, artisti.. Ediz. illustrata Mammucari Renato - Edimond, 2008 - Imago
Per tutto il secolo passato il Bel Paese è stato tappa d'obbligo e meta prediletta di artisti e letterati che lo "invadevano" arrivando da ogni parte d'Europa. Roma, poi, "una città di provincia mal tenuta", secondo l'ironica definizione del Taine, rappresentava per lo scrittore americano Henry Adams "il vizio più violento del mondo", e chi veniva nella Città eterna alla ricerca dei fondali rappresentati dalle basiliche, dai palazzi, dalle piazze e dai suoi melanconici paesaggi rimaneva ben presto affascinato dal popolo che l'abitava, dai costumi, dalle usanze, dalle tradizioni da immortalare con la matita o il pennello e, da lì a poco, con la carta emulsionata. Ciò che spingeva l'aristocratico inglese, francese o tedesco che fosse a "correre da un capo all'altro del mondo", come annotava nel 1580 Montaigne nel suo" Journal de voyage en" era un crogiuolo di curiosità intellettuali, di inquietudini se non addirittura di malinconia che solo il sogno italiano poteva lenire. Questi viaggiatori, è bene tener presente, non avevano fretta, non erano loro a entrare nel viaggio già organizzato da altri, ma era questo a penetrare in loro. Bevendo direttamente alla fonte, ne condizionavano la scelta degli itinerari, le soste e soprattutto la durata di queste; e alla fine del più o meno lungo peregrinare, come scrisse Stendhal, non rimaneva loro che desiderare "dopo aver visto l'Italia, trovare a Napoli le acque del Lete, dimenticar tutto e ricominciare il viaggio e passar così la vita intera".
L'artista e il potere Ardolino Giuseppe - Edimond, 2010 - I Saggi Del Veliero
Il saggio esamina il rapporto tra politica e arte, dando resoconto di alcuni episodi nei quali un artista si è trovato a confronto, e per lo più a contrasto, con autorità di vario genere: papi, imperatori, principi, giudici della Santa Inquisizione, dittatori. L'intreccio tra arte e politica si è verificato in ogni periodo, ma in questo testo ci si è limitati ai tempi dell'arte moderna e contemporanea. Gli artisti sono chiamati a celebrare le res gestae di un sovrano, di un condottiero o di un eroe e questo avviene fin dall'antichità. Basti pensare alle statue degli imperatori, o ai cicli celebrativi delle varie dinastie rinascimentali: gli affreschi dedicati dal Mantegna ai Gonzaga, o l'apoteosi dei Medici inscenata dal Vasari. E più avanti la serie dei dipinti nei quali Rubens esalta la gloria di Enrico IV e di Maria dei Medici. Il sovrano, il signore, ha sempre desiderato che, a suo nome e a suo favore, l'artista desse testimonianza della potenza acquisita, fosse essa conseguenza di un diritto o fosse frutto di sopraffazione. Negli ultimi due secoli sono le autorità, governative o municipali, piuttosto che i sovrani, a chiedere agli artisti di dare conferma del loro buon governo con opere destinate soprattutto al decoro urbano e che dovevano dare sostegno alle posizioni ideologiche e politiche delle pubbliche committenze. In certo modo lo stato si fa mecenate degli artisti.
L'artista e il potere Ardolino Giuseppe - Edimond, 2010 - I Saggi Del Veliero
Il saggio esamina il rapporto tra politica e arte, dando resoconto di alcuni episodi nei quali un artista si è trovato a confronto, e per lo più a contrasto, con autorità di vario genere: papi, imperatori, principi, giudici della Santa Inquisizione, dittatori. L'intreccio tra arte e politica si è verificato in ogni periodo, ma in questo testo ci si è limitati ai tempi dell'arte moderna e contemporanea. Gli artisti sono chiamati a celebrare le res gestae di un sovrano, di un condottiero o di un eroe e questo avviene fin dall'antichità. Basti pensare alle statue degli imperatori, o ai cicli celebrativi delle varie dinastie rinascimentali: gli affreschi dedicati dal Mantegna ai Gonzaga, o l'apoteosi dei Medici inscenata dal Vasari. E più avanti la serie dei dipinti nei quali Rubens esalta la gloria di Enrico IV e di Maria dei Medici. Il sovrano, il signore, ha sempre desiderato che, a suo nome e a suo favore, l'artista desse testimonianza della potenza acquisita, fosse essa conseguenza di un diritto o fosse frutto di sopraffazione. Negli ultimi due secoli sono le autorità, governative o municipali, piuttosto che i sovrani, a chiedere agli artisti di dare conferma del loro buon governo con opere destinate soprattutto al decoro urbano e che dovevano dare sostegno alle posizioni ideologiche e politiche delle pubbliche committenze. In certo modo lo stato si fa mecenate degli artisti.