Edizioni Ets Libri
Libri editi da Edizioni Ets con argomento Miti LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Polivalenze epiche. Contributi di antropologia storica Marrucci L. (Cur.) Taddei A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2007 - Anthropoi.Antropologia Storica Mondo Ant.
Polivalenze epiche raccoglie studi storico-antropologici sull'epica greca arcaica e richiama, nel titolo e nell'impostazione, il metodo di lettura dei documenti antichi elaborato da L. Gernet. Polyvalence des images è infatti l'espressione con cui il fondatore dell'antropologia storica del mondo antico si riferisce alla peculiare potenzialità delle immagini, unità minime del linguaggio mitologico, rispetto ad una lettura che ricostruisca fasi e aspetti di una 'protostoria sociale' della Grecia antica. I contributi riuniti nella prima parte affrontano la polifunzionalità dei kerykes omerici, le modalità con cui anax e basileus partecipano dei molteplici aspetti della sovranità, la polivalenza relazionale che forgia l'identità di Bellerofonte; gli studi della seconda parte ampliano l'ambito della ricerca - per entro il genere epico agli Inni Omerici. L'introduzione e l'appendice permettono di accostarsi alla polivalenza delle immagini attraverso un'analisi diretta dei manoscritti di Gernet e attraverso un esame storico-culturale delle fasi di elaborazione di questo approccio allo studio della leggenda greca, seguendo il percorso dell'esperienza umana e intellettuale di J.-P. Vernant.
Doni funesti. Miti di scambi pericolosi nella letteratura latina Scolari Lavinia - Edizioni Ets, 2018 - Testi E Studi Di Cultura Classica
"I doni sono come gli ami" avverte Marziale. "Catturano anche gli dèi" afferma Ovidio. "Sono l'inganno in cui di solito incappano i re" osserva Seneca. La forza calamitante del dono, la sua natura seducente e pericolosa, emerge con chiarezza dall'analisi del sapere mitico romano e delle sue riscritture letterarie. I Romani, del resto, conoscevano bene il potere attrattivo dei doni, la loro capacità di condizionare i comportamenti e le dinamiche di relazione. Erifile è soggiogata dalla collana di Armonia, Mida è accecato dalla sua fame d'oro, Creusa è ingannata dai doni nuziali; Didone brucia con sé quelli dell'amato, Semele e Fetonte ne saranno bruciati. Il dono promesso è un rischio, il dono al nemico un tradimento, il dono di donna un pericolo. Da Numa al maestro dei Falisci, da Scilla a Tarpea, da Medea a Deianira, questo libro indaga il modo in cui gli autori latini rappresentano le potenzialità funeste dei meccanismi di scambio nei loro racconti mitici, le modalità con cui quegli stessi racconti sono rielaborati in rapporto ai modelli greci, e le categorie culturali che entrano in gioco nella riconfigurazione del dono, delle sue storie e dei suoi protagonisti.
Fragilità di Adone. Parole, immagini e corpi di un mito Grilli A. (Cur.) Tomassini S. (Cur.) Torre A. (Cur.) - Edizioni Ets, 2018 - Testi E Studi Di Cultura Classica
Lussureggiante e composita, la tradizione adonia si presenta come un caleidoscopio di immagini del giovinetto fenicio in cui si riflettono la sua origine misteriosa e la sua fisionomia inafferrabile. Comune a tutte le visioni di Adone, anche nei contesti più diversi, è però il nesso che lega la suprema bellezza alla fragilità, il culmine dell'appagamento alla precarietà: la bellezza di Adone è connotata fin dall'inizio come una bellezza transitoria, che si dispiega con la massima congruenza, fino a farsi suo correlato simbolico, nella condizione di essere-per-la-morte. L'indagine sulla fragilità di Adone mostra peraltro che un aspetto pur così stabile e ubiquitario ha finito per veicolare, nel tempo, significati anche molto diversi: al di là dell'ovvia connotazione moralistica, la fragilità di Adone rimanda, nella sua accezione più generica, alla natura effimera e caduca dell'uomo in quanto tale; con implicazioni ideologiche ben diverse, però, il mito di Adone esplora soprattutto i rischi di una maschilità costruita come deficitaria, che oppone all'ideale di virilità eroica un'eccellenza precaria fondata su valori antisociali come la bellezza e l'amore. Eppure fragilità non significa necessariamente debolezza, o soltanto debolezza: fragilità è sia sgretolamento dell'io che resistenza passiva, refrattarietà, e dunque salvifica sottrazione a modelli normanti e oppressivi. Fragilità è anche strumento di creazione, e fonte di una bellezza più suggestiva e più preziosa. Con un rovesciamento in cui si rispecchiano trasformazioni salienti della cultura occidentale, se dapprima Adone era bello ma fragile, egli si fa via via sempre più bello - perché fragile. Questo libro nasce da un convegno tenutosi a Pisa tra la Scuola Normale Superiore e l'Università di Pisa, e concepito come occasione di volgere a vantaggio del dibattito la pluralità degli orizzonti disciplinari coinvolti. Gli studi in esso raccolti testimoniano di un dialogo fruttuosamente instaurato tra storia delle religioni e storia della letteratura, tra storia dell'arte e storia della danza e del teatro, tra antropologia culturale e teorie di genere e queer.