Edizioni Ets Libri
Libri editi da Edizioni Ets con argomento Tragico ARTI
La Rosalia. Tragedia sacra Bellini Davide - Edizioni Ets, 2014
Prima azione teatrale dedicata alla santa che liberò Palermo dalla peste, "La Rosalia" del gesuita Scammacca fu più volte messa in scena prima di essere data alle stampe nel 1632. La vicenda è ambientata nella corte medievale di Guglielmo I d'Altavilla. Mentre il sovrano trascura i propri doveri e si delizia in un harem saraceno, un emiro senza scrupoli, Maione di Bari, accresce il proprio potere depredando l'aristocrazia. Entra quindi in scena l'asceta Rosalia, che con la sua sdegnata oratoria illumina il cammino di un potere tragicamente cieco di fronte alle aberrazioni del peccato. Favola ideologica sui fasti della nazione siciliana, magniloquente liturgia barocca, celebrazione del legame eccezionale tra disegno celeste e storia laica: la "tragedia sacra" di Scammacca si snoda attraverso molteplici dimensioni, fino alla profetica apoteosi finale.
Il Crisanto. Tragedia morale Castiglia Ignazio - Edizioni Ets, 2013
"Il Crisanto" del gesuita lentinese Ortensio Scammacca è una "tragedia morale" pubblicata nel 1632 per la quale il poeta si rifà all'Ippolito di Euripide. Ambientata in una Palermo dominata dall'eresia ariana e governata dai Goti di un fantomatico re Levigildo, essa verte sull'infatuazione della regina Godelinda per il figliastro Crisanto, che segretamente professa la fede cattolica: avendone questi respinto le proposte dissolute, la donna decide di togliersi la vita vendicandosi del rifiuto dell'amato tramite la falsa accusa d'esser stata da lui stuprata. Il sovrano, tornato dalla guerra, presta fede alle calunnie lasciate per iscritto dalla defunta consorte e fa martirizzare il figlio, salvo poi pentirsene allorquando Godelinda, resuscitata dal Creatore per la salvezza della sua anima, confessa d'aver mentito: a Levigildo non rimane così che piangere il suo errore ricevendo il perdono dal neo-martire prima che questi spiri.
Il disinganno dei principi in Demetrio moscovita. Azione tragica Mancuso Pietro - Edizioni Ets, 2013
Ai primordi di un Settecento siciliano ancora vibrante di note barocche, "Il disinganno dei principi" di Pietro Mancuso (1703) riprende la storia moscovita del falso Demetrio, che già aveva ispirato Lope de Vega, per presentare la "volubile scena" delle ambizioni umane, brulicante di maschere ingannevoli e segnata da inattesi capovolgimenti di fortuna. Seguendo l'esempio del melodramma e del teatro spagnolo, anche in Sicilia la tragedia si apre così alle ragioni dello spettacolo e a una pirotecnica mescolanza di codici. Dal patetismo funebre alle tenerezze pastorali, dal graffio della satira agli eccessi del dialetto: tutti gli strumenti scenici e verbali vengono profusi in un estremo, sgargiante resoconto della teatralità barocca, prima che il Settecento regolatore riporti il "genere perfettissimo" all'austera purezza del decoro classico.