Effata Editrice Libri
Libri editi da Effata Editrice con argomento Evolo Natuzza Religione e fede
Natuzza Evolo e l'aldilà Marinelli Valerio - Effatà Editrice, 2022 - Le Bussole
La mistica Natuzza Evolo (1924-2009), per la quale è in corso di svolgimento il processo di beatificazione, possedeva vari doni mistici, tra i quali la visione degli angeli custodi, di Gesù, della Madonna e dei santi, la bilocazione, le stimmate, l'emografia e la visione dei defunti. Grazie a quest'ultimo dono fu capace di consolare migliaia di persone colpite dalla perdita dei loro cari, di rassicurarle sulla salvezza di questi ultimi e di poterle informare sul loro stato di avanzamento spirituale nell'aldilà, rafforzandone la fede in Gesù, nella vita eterna e negli insegnamenti della Chiesa. Questo studio monografico riporta un'ampia raccolta di testimonianze e di prove di autenticità di questa singolare facoltà di Natuzza.
Natuzza Evolo e gli angeli Marinelli Valerio - Effatà Editrice, 2024 - Le Bussole
Tra i doni straordinari di cui la Serva di Dio Fortunata Evolo (Natuzza), nata a Paravati (VV) il 23 Agosto 1924 e morta a Paravati il 1° Novembre 2009, fu dotata, vi era quello di vedere il proprio Angelo Custode e gli Angeli Custodi delle persone che si recavano da lei e di potere colloquiare con essi. Grazie a questo dono fu sempre capace di dare eccellenti consigli, nelle varie situazioni della vita. Questo studio presenta un'ampia raccolta di testimonianze e prove di autenticità della visione degli angeli da parte di Natuzza.
Natuzza tra scienza e fede Marinelli Valerio - Effatà Editrice, 2017 - Le Bussole
Nella storia del cristianesimo i mistici presentano talvolta una fenomenologia in parte studiabile anche con criteri scientifici: essi sembrano essere così il trait d'union tra scienza e fede. Questo saggio va in tale direzione, studiando alcuni fenomeni propri di Natuzza Evolo (1924-2009), di cui è in corso la causa di beatificazione. «Natuzza, lei si sente una persona straordinaria?». «No, mi sento un verme di terra! Io sono una poveraccia! Io non mi sento niente, proprio niente!».