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Libri editi da Electa con argomento Firenze ARTI
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- 9791220061834 «Ho sposato la vita». Storia di una esistenza appassionata
Campus Firenze. Un progetto di Ipostudio Mulazzani Marco - Electa, 2021 - Documenti Di Architettura
Dal progetto alla costruzione: la casa dello studente dell'Università di Firenze, un'architettura di qualità come primo passo per favorire il diritto allo studio. Corredato da tutti gli elaborati grafici che consentono di comprendere la concezione architettonica e strutturale dell'edificio, nonché da un'ampia selezione di fotografie scattate da Pietro Savorelli, il libro di Marco Mulazzani presenta una delle opere più impegnative realizzate dallo studio fiorentino Ipostudio, il Campus Firenze. Commissionato dall'Università di Firenze nel 2015, su un superficie di 12.800 mq, il complesso ospita le residenze per gli studenti dell'Ateneo. Come spiega Marco Mulazzani, si tratta di un intervento inusuale, suscettibile di venire preso a modello per i sempre più urgenti interventi che si dovrebbero realizzare in Italia per favorire il diritto allo studio. Anche da questo punto di vista è significativo il fatto che i progettisti fiorentini avendo suddiviso il complesso in due separati corpi di fabbrica abbiano inserito tra di essi un nuovo spazio pubblico e abbiano concepito i volumi utilizzando un linguaggio essenziale, senza però dimenticare come in questo settore , pur trascurato della produzione architettonica, la cultura progettuale italiana abbia saputo produrre modelli innovativi e universalmente riconosciuti.
Novoli da periferia a città. Le trasformazioni urbane di Firenze. Ediz. illustrata Biagi M. (Cur.) - Electa, 2008 - Architettura
Questo volume documenta l'opera di trasformazione del vasto comprensorio inserito tra viale Guidoni, via Forlanini e via Novoli a Firenze, per lunghi anni occupato da stabilimenti di proprietà della Fiat. Tali stabilimenti, insediati su un'area di 32 ettari a partire dalla fine degli anni Trenta, accoglievano le produzioni aeronautiche dell'industria torinese. Interrotte queste produzioni, come documenta il volume, il comprensorio è divenuto baricentrico per lo sviluppo urbano di Firenze. Attraverso vicende complesse, data l'importanza strategica dell'area dal punto di vista urbanistico, sono stati portati a termine ampi e impegnativi interventi, mentre ulteriori opere di completamento sono ormai giunte alla fase avanzata di progettazione. Per progettare i complessi edilizi costruiti e in via di completamento sono stati mobilitati alcuni fra i migliori esponenti della cultura architettonica nazionale e internazionale. Il testo vuole offrire a Firenze e alla cultura architettonica internazionale uno strumento tale da consentire a tutti di conoscere il passato e l'immediato futuro di uno dei più qualificati e ambiziosi interventi di riforma urbanistica tra quelli avviati in Italia negli ultimi decenni.
La stazione di Firenze di Giovanni Michelucci e del Gruppo Toscano 1932-1935. Ediz. illustrata - Electa, 2016 - Ad Esempio
L'inaugurazione della stazione di Santa Maria Novella a Firenze, il 30 ottobre 1935, è contemporanea a quella della Biblioteca Nazionale fiorentina e segue di soli quattro anni quella della Stazione Centrale di Milano. La comparazione tra i tre edifici evidenzia la straordinaria novità del fabbricato ferroviario fiorentino. Progettato dal Gruppo Toscano - Nello Baroni, Pier Niccolò Berardi, Italo Gamberini, Sarre Guarnieri, Leonardo Lusanna - capeggiato da Giovanni Michelucci (1891-1990), il capolavoro dell'architettura italiana tra le due guerre nacque tra accese polemiche, contrasti ed esaltazioni categoriche: turbolenze che ne hanno accompagnato il destino per anni, fino a fissarne l'immagine nel presunto feticcio di un malinteso nazionalismo italiano. L'impropria sacralizzazione critica ha costituito per mezzo secolo un vero e proprio ostacolo all'analisi testuale dell'edificio e alla conoscenza approfondita della sua storia. La stazione di Santa Maria Novella di Giovanni Michelucci e dei suoi giovani collaboratori è in realtà un nodo critico e una svolta concettuale dell'architettura del Fascismo. L'edificio infatti materializza la volontà modernizzatrice del Regime, impersonata dal colto e intraprendente segretario del Partito Fascista fiorentino, Alessandro Pavolini: rivela l'eccezionale talento costruttivo di Giovanni Michelucci, capace di misurarsi con la storia e la materia viva del costruire toscano...