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Libri editi da Elliot con argomento Tolstoj Lev Lingue indo-europee
Vi prego di strappare questa lettera. Carteggio confidenziale con Aleksandra A. Tolstàja Tolstoj Lev Resnevic Signorelli O. (Cur.) - Elliot, 2019 - Manubri
Aleksandra incontrò per la prima volta a Pietroburgo nel 1856 il nipote Lev, più giovane di lei di soli undici anni e già noto nei salotti culturali della città, con il quale nacque un'amicizia profonda destinata a durare per tutta la vita. Si racconta che, dopo la morte della zia Aleksandra, Tolstòj leggesse e rileggesse quelle lettere ora burrascose ora affettuose, e affermasse spesso che nel ripensare alla sua buia e lunga vita solo il ricordo di "Alexandrine" gli tornasse alla mente come un costante raggio di luce. In questo carteggio, che è davvero confidenziale - "Come fanno le collegiali, vi prego di non mostrare a nessuno e di strappare questa lettera", scrive Tolstòj ad Aleksandra - e che viene qui riproposto dopo una lunga assenza in Italia nella cura di Olga Resnevic Signorelli, incontriamo Tolstòj in tutte le sue sfumature, a tratti allegro e irriverente, a tratti deluso e tormentato, e ne ricaviamo un ritratto intimo e prezioso dello scrittore e dell'uomo.
Vi prego di strappare questa lettera. Carteggio confidenziale con Aleksandra A. Tolstàja Tolstoj Lev Resnevic Signorelli O. (Cur.) - Elliot, 2018 - Antidoti
Aleksandra incontrò per la prima volta a Pietroburgo nel 1856 il nipote Lev, più giovane di lei di soli undici anni e già noto nei salotti culturali della città, con il quale nacque un'amicizia profonda destinata a durare per tutta la vita. Si racconta che, dopo la morte della zia Aleksandra, Tolstòj leggesse e rileggesse quelle lettere ora burrascose ora affettuose, e affermasse spesso che nel ripensare alla sua buia e lunga vita solo il ricordo di "Alexandrine" gli tornasse alla mente come un costante raggio di luce. In questo carteggio, che è davvero confidenziale - "Come fanno le collegiali, vi prego di non mostrare a nessuno e di strappare questa lettera", scrive Tolstòj ad Aleksandra - e che viene qui riproposto dopo una lunga assenza in Italia nella cura di Olga Resnevic Signorelli, incontriamo Tolstòj in tutte le sue sfumature, a tratti allegro e irriverente, a tratti deluso e tormentato, e ne ricaviamo un ritratto intimo e prezioso dello scrittore e dell'uomo.
Guerra e pace di Tolstoj Sklovskij Viktor - Elliot, 2014
Per avere idea del fascino, ancora prima che delle straordinarie virtù intellettuali, di Viktor Sklovskij, bisogna cercare alcune citazioni solo apparentemente marginali di "Grazie per le magnifiche rose" di Arbasino o rileggere una ventina di pagine di "Sessanta posizioni", sempre di Arbasino. Si può così intuire la forza magnetica, sostenuta da una mitica grandezza, dell'anziano e garbatissimo professore, che a vederlo di lontano aveva forse qualche tratto in comune con il Pnin di Nabokov. Un suo passaggio a Roma alla fine degli anni Sessanta o all'inizio dei Settanta, in una Capitale che aveva creduto - incontrando il Sessantotto - di sperimentare la rivoluzione in proporzioni bonsai, si risolse nella solita richiesta di interviste, di autografi, di applausi, però delusi perché il genio, a differenza dei divi, non si può fotografare, né può far scena in ambienti affollati. Così l'incontro non rese giustizia allo strepitoso autore del testo che qui presentiamo, "capace di trasformarsi, senza darlo a vedere, in una sorta di coautore d'un romanzo pure in sé perfetto e in nessun modo perfettibile quale Guerra e pace". In che modo riesca nell'impresa lasciamo ai lettori il piacere di scoprire. Introduzione di Lucio Villari.