Fabrizio Serra Editore Libri
Libri editi da Fabrizio Serra Editore con argomento Archeologia Sicilia
L'altare dell'Olympieion di Akragas. Analisi costruttiva e ipotesi di restituzione Distefano Alberto - Fabrizio Serra Editore, 2014 - Biblioteca Di «Sicilia Antiqva»
Agrigento possiede la più esauriente documentazione di altari rispetto agli altri santuari greci di Sicilia: altari monumentali con gradinata nei santuari delle divinità olimpiche, altari quadrati e rotondi nei santuari ctoni. Fra i primi rimane isolato, quasi testo a sé stante, l'altare monumentale del grande Tempio di Zeus; esso ha offerto da sempre difficoltà di lettura e di interpretazione struttiva, tali da rendere problematico ogni tentativo al riguardo. Bisogna rendere merito all'architetto Alberto Distefano, giovane studioso formatosi presso l'Università di Palermo, per avere affrontato il problema interpretativo di queste rovine. L'analisi tipologica, costruttiva, dimensionale, condotta con perseveranza di tipo filologico, ha portato l'autore a dare alla propria ricerca una soluzione interpretativa apprezzabile, riconoscendo nel sistema costruttivo dei piedritti, di cui si compone caratteristicamente la fondazione dell'altare, il reimpiego da un edificio della stessa epoca (verosimilmente non portato a termine) o addirittura elementi originariamente destinati all'elevato dello stesso Olympieion. La ricerca di Distefano toglie dall'isolamento di un semplice rilevamento questa importante costruzione di altare, ipotizzando le possibili restituzioni plano-volumetriche, e proietta la sua lettura in possibilità interpretative e soluzioni convincenti: il che vuol dire far progredire la conoscenza delle strutture e degli spazi santuariali in genere.
Demetra. La divinità, i santuari, il culto, la leggenda. Atti del 1° Congresso internazionale (Enna, 1-4 luglio 2008) Di Stefano C. A. (Cur.) - Fabrizio Serra Editore, 2008 - Biblioteca Di «Sicilia Antiqva»
Demetra compare nel pantheon, nell'organizzazione simbolica della Sicilia antica - la Sicilia della storia che parla greco - come una dea del politeismo greco, importata nell'isola e qui reinventata. Essa è dea del grano e dell'agricoltura, nutrice della gioventù e della terra, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre; figura centrale, insieme alla figlia Kore, dei misteri eleusini. Il Congresso di Enna, di cui questo volume raccoglie gli atti, si presenta ricchissimo di cognizioni e suggestioni nuove. Demetra, sulla base della testimonianza di Erodoto, fa parte dei fondamenti della cultura e del mondo greci; uscendo dalla Grecia, ha rappresentato un ponte tra la Sicilia e la Grecia propria da un lato, ma anche tra l'isola e il mondo greco e punico dell'Africa. La vastissima diffusione di questa divinità e del suo culto, la sua grande popolarità, dimostra che fu una dea delle classi meno abbienti, legata soprattutto a coloro che lavoravano duramente la terra. Le testimonianze archeologiche (una fitta presenza di santuari, una ricchissima serie, ininterrotta per secoli, di terrecotte demetriache, la documentazione delle monete) vengono arricchite di dati nuovi e nuove interpretazioni che riguardano la presenza della divinità anche fuori della Sicilia (fino in Africa) e oltre il periodo greco strettamente inteso (fino all'età romana).
Coroplastica con raffigurazioni musicali nella Sicilia greca (secoli VI-III a.C.) Bellia Angela - Fabrizio Serra Editore, 2009 - Biblioteca Di «Sicilia Antiqva»
"Il lavoro di Angela Bellia è un modello di ricerca interdisciplinare. La formazione e l'interesse dell'autrice provengono dalla musicologia, il materiale è strettamente archeologico. Il nucleo del lavoro è costituito da un vasto catalogo di figure in terracotta con strumenti musicali, rinvenute in Sicilia. [...] Il catalogo [...] è il risultato di un accurato lavoro che presenta il materiale in 376 numeri. Per ciascun esemplare sono forniti la descrizione, il luogo del ritrovamento, i dati della pubblicazione - ma molte figure risultano inedite -, la datazione, perlopiù suggerita dagli scavatori, e, dove possibile, la foto." (dalla Presentazione di Walter Burkert, Universität Zürich).