Libri sulle lotte sociali
Saggi storici sul movimento operaio e le lotte dei lavoratori
L'autunno caldo Giacchetti Diego - Futura Editrice, 2013 - I Fondamenti
Il '69 operaio, celebrato come episodio minore e erroneamente separato dal '68 studentesco, non fu affatto, come si pensa comunemente, un evento solo italiano. Dal 1968 al 1973 un'ondata di scioperi e di proteste operaie scosse vari paesi del mondo: dall'Occidente all'America latina, ai paesi dell'Est. Quelle lotte erano il risultato di un comune processo di industrializzazione che si era affermato nei vari paesi dopo la seconda guerra mondiale, ed ebbero per protagonista una classe operaia che si era rinnovata nella sua composizione. Tale mutamento strutturale portò con sé anche un cambiamento della coscienza della classe e delle rivendicazioni nuove per le quali lottare. Erano idee e propositi che non calavano dal cielo, ma sorgevano dal vivo dell'esperienza lavorativa e sociale in senso lato. Nuove forme di organizzazione e di lotta si affermarono, sovente in contrasto criticò con quelle tradizionali del movimento operaio. Non mancarono momenti di contrasto, di discussione e di confronto in un mondo che si pensava avesse ancora una prospettiva.
Le «trincee del popolo». Borgo del Naviglo, rione Trinità, Parma 1922 Minardi Marco - Futura Editrice, 2012 - Storia E Memoria
Per comprendere le ragioni della vasta adesione all'antifascismo militante degli abitanti dei rioni popolari in Parma nuova, oltre a considerare le precarie condizioni in cui erano costretti a vivere, occorre ricercare anche nell'anima più profonda della working class di quei borghi. Si trattava certamente di tempi difficili per i ceti subalterni urbani obbligati a fare i conti con una situazione economica e sociale che li inchiodava ad una esistenza precaria, a tratti anche miserabile. Nel loro tentativo di contrastare le avversità a cui erano condannati tuttavia riaffiorò ancora una volta quell'antica volontà di riscatto sostenuta dalla intransigente avversione per il potere soverchiante, politico o economico che fosse, che da decenni alimentava insofferenza tra quelle comunità racchiuse nei loro borghi. Un senso di indignazione che in quegli anni così difficili e incerti sembrò irrompere con forza sulla scena della città, sospinto dalla determinazione di una nuova generazione di ribelli, la generazione rivoluzionaria del Venti, sostenuta da un robusto sentimento di rivolta. Prefazione di Susanna Camusso. Presentazione di Patrizia Maestri.
Lavoro, salario, diritti. Vent'anni di lotte branciantili in Sicilia (1948-1968) Di Bartolo Francesco - Futura Editrice, 2011 - Storia E Memoria
Che cosa ha accomunato le rivolte bracciantili del 1948 in Sicilia a quelle di Avola del 1968, fino ai cruenti conflitti della Piana di Rosarno nel 2010? Al di là delle differenze emerge un dato comune a tutte e tre le vicende: il tentativo ostinato da parte delle organizzazioni datoriali di cancellare universalmente il lavoro nella sua forma giuridica e nei suoi contenuti sociali, per ridurlo a mera forza di propulsione del profitto. Ciò accadeva quando non era riconosciuta la giusta paga, quando si evadevano i contratti e quando si tentava di cancellare i lavoratori agricoli dagli elenchi che ne sancivano i diritti previdenziali e assistenziali; elementi che in parte si ritrovano anche nelle ultime vicende di Rosarno. Il volume mette in luce i conflitti che si sono generati attorno all'affermazione del lavoro nei periodi di crescita economica, prima, e di crisi, dopo. Le lotte delle raccoglitrici di gelsomini e di olive, dei raccoglitori di arance, dei vendemmiatori, dei potatori, dei magazzinieri disegnano la mappa di un folto e diffuso proletariato agricolo che oltre al lavoro esigeva salari adeguati e l'affermazione dei diritti sociali. Da questi conflitti del lavoro e dalle tumultuose lotte sociali affiora un quadro complesso di esperienze sindacali e individuali, di uomini e di donne che hanno lasciato tracce visibili nel lungo processo di costruzione della nostra identità nazionale.