Gangemi Editore Libri
Libri editi da Gangemi Editore con argomento Carnevali Erio Storia dell’arte: stili artistici
Icone aniconiche. Erio Carnevali in Köln. Ediz. italiana e tedesca Tedeschi F. (Cur.) - Gangemi Editore, 2010 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
Icone aniconiche. Erio Carnevali in Köln. Ediz. italiana e tedesca - Gangemi Editore
Correspondances. Italienisches Kulturinstitut Berlin. Italienisches Kulturinstitut Munchen. Catalogo della mostra (Berlino, 10 ottobre-10 novembre 2013). Ediz. multilingue Carnevali Erio - Gangemi Editore, 2014 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
"Correspondances corrispondenze", è il titolo che il Maestro Erio Carnevali dà alla sua nuova selezione di lavori, ma è anche un leitmotiv che si può associare a tutta la sua lunga ricerca come pittore. Da sempre Carnevali, fin dall'intitolazione delle sue personali, pone come essenziale per comprendere la sua opera concetti e immagini simboliche che cavalcano quel territorio liminale tra diversi campi dell'attività umana - Suono Giallo, Visibile Invisibile, Presenze inafferrabili, L'Emozione del Colore -, dove meglio le cose si confondono, perdono i loro connotati più banali e corrivi per poter quindi rilucere nella loro natura ultima. Come si comprende leggendo a fondo la poesia di Baudelaire, chiamata direttamente in causa a commentare questa esposizione, non si tratta soltanto di un gioco combinatorio tra le varie forme d'intelligenza umana, tra la poesia e la musica, la pittura e l'architettura, in cui esaurire le specificità di ciascun linguaggio in un magma esistenziale in cui anche la singola sensibilità si perde, ma di cercare per l'appunto l'essenza delle cose, la loro verità, che si nasconde dietro alla moltitudine di forme e livelli del reale. Le 40 opere presenti a Berlino sono l'occasione per ammirare l'evoluzione della sua ultima ricerca.
Via crucis. Erio Carnevali. Ediz. illustrata Pignatti M. L. (Cur.) Portoghesi P. (Cur.) Zagnoli R. (Cur.) - Gangemi Editore, 2011 - Arti Visive, Architettura E Urbanistica
"La novità di questa Via Crucis risiede nella struttura artistica che per la prima volta assume un aspetto espressivo aniconico. Le motivazioni sono varie. La prima risponde all'esigenza di riportare alle origini il rapporto tra l'immaginare e il guardare. Immaginare è partecipare con la parte più importante di noi a ciò che accade. Guardare è una azione più passiva, banalmente riferibile a un'abitudine rappresentativa che si adagia su scorciatoie ripetitive e che risulta per di più drammatica ma non emotiva. L'atteggiamento espressivo che vuole prevalere nella mia Via Crucis richiama per l'appunto un intimismo religioso spirituale partendo da una fonte d'esperienza emotiva coltivata nelle latenze umane e per questo profondamente connaturata all'uomo. Ogni colore, ogni segno ci porta ad un dolore intenso di commossa partecipazione. Il teatro degli avvenimenti non è lontano, non è qualcosa accaduto e basta, è fra noi ed avviene sotto i nostri occhi perché avvertito dalla nostra sensibilità e partecipato dal nostro cuore."